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Misure di disuguaglianza e povertà: un'analisi empirica per il caso italiano

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Anteprima della tesi: Misure di disuguaglianza e povertà: un'analisi empirica per il caso italiano, Pagina 7
______________________________________________________________Capitolo1 
 7 
Sono quattro gli approcci allo studio della disuguaglianza primaria che verranno 
illustrati qui di seguito: la teoria classica, quella marxiana, l’approccio marginalista e 
infine la scuola keynesiana. Tutti si pongono, in estrema sintesi, l’obiettivo di studiare 
come il prodotto nazionale si ripartisce tra profitti, rendite e salari. 
 
La distribuzione del reddito secondo la  teoria classica 
 
La teoria classica ha segnato la nascita dell’economia come scienza sociale, con i 
contributi di economisti come Smith, Malthus e Ricardo. 
Ricardo (1772-1823) ha messo il problema della distribuzione del reddito tra le classi 
sociali al centro della riflessione teorica dell’economia politica. 
Secondo Ricardo, il prodotto totale dell’economia si suddivide tra tre tipi di reddito: i 
salari, che remunerano i lavoratori, i profitti, che vanno ai capitalisti, e le rendite dei 
proprietari terrieri. I salari nel lungo periodo non possono discostarsi dal livello di 
sussistenza, cioè da quel livello che permette la semplice riproduzione della forza 
lavoro. Secondo il meccanismo proposto per primo da Malthus, un aumento del livello 
dei salari, infatti, provoca, assieme al miglioramento delle condizioni di vita, un 
incremento del tasso di natalità, con conseguente aumento dell’offerta di lavoro. Ciò 
spinge in basso il salario, che torna così al livello di sussistenza. Il salario viene quindi 
fissato esogenamente. Resta da determinare come si possono distinguere le quote dei 
profitti e delle rendite. 
Ricardo assegna all’agricoltura un ruolo analitico fondamentale, per ben due ragioni: 
nell’agricoltura lo stesso bene può essere pensato sia come input che come output (ad 
esempio il grano), quindi le quote che vanno ai diversi fattori della produzione possono 
essere calcolati in termini fisici; inoltre, i prodotti agricoli, in quanto generi alimentari, 
sono fondamentali per determinare il livello di sussistenza dei salari. 
Per risolvere il problema della separazione tra rendite dei proprietari terrieri e profitti 
dei capitalisti, l’idea di fondo è che i terreni possiedono capacità produttive diverse, e 
che i proprietari sono disposti a mettere a produzione tutti i terreni che garantiscono loro 
una rendita positiva, a partire da quelli più fertili, fino ad arrivare al terreno con minor 
produttività rispetto agli altri, che presenta una rendita marginale nulla. 
Se, infatti, la rendita su quest’ultimo terreno fosse positiva, ai proprietari terrieri 
converrebbe mettere a coltura altre terre ancor meno produttive, fino ad arrivare di 
nuovo al terreno con rendita nulla. Tutte le terre con rendita maggiore o uguale a zero 

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Informazioni tesi

  Autore: Irene Brunetti
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Pisa
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze economiche
  Relatore: Carlo Bianchi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 108

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Parole chiave

distribuzione del reddito
disuguaglianza
idici di povertà
indice di atkinson
indice di gini
povertà

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