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Misure di sostegno al reddito: analisi teoriche e un'applicazione al caso della Toscana

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Anteprima della tesi: Misure di sostegno al reddito: analisi teoriche e un'applicazione al caso della Toscana, Pagina 10
Toso (1998) evidenzia come dagli anni ’80 in poi, la policy internazionale abbia teso a
privilegiare un’impostazione selettiva. Ciò pone problemi sia pratici che di principio. Egli
nota come la questione di principio sia “correlata alla scelta tra modelli alternativi di welfare
state” e come “le due visioni che per lungo tempo si sono fronteggiate al riguardo hanno visto
contrapporsi due modelli di stato sociale” uno “residuale” e l’altro “istituzionale-redistributivo”
(Toso (1998), pag. 67). Il primo modello, secondo l’autore, si riferisce ad una linea della
povertà assoluta mentre il secondo ad una relativa. Tale concetto è ripreso da Targetti Lenti
(2000) che, nel sostenere la necessità della riforma del welfare state, ritenuta urgente dato il
passaggio da società europea fordista a post-fordista, nota come il dibattito si sia sviluppato
attorno alla questione se occorra privilegiare un’impostazione selettiva oppure universale. Tale
scelta, secondo l’autrice, riflette una concezione diversa del ruolo dello stato. L’impostazione
selettiva riflette la visione di uno stato sociale con compiti residuali, in cui “le prestazioni sono
subordinate al superamento della c.d. prova dei mezzi (means test) ed il livello dei benefici
è appena sufficiente a garantire un livello minimo di risorse”. In questo caso è necessario
quindi stabilire criteri di selezione che tengano conto dell’effettivo stato di bisogno relativo alla
condizione economica dei cittadini. Chi è a favore, invece, di un’impostazione universale delle
politiche sociale enfatizza il ruolo redistributivo del welfare state, il cui compito sarebbe erogare
prestazioni sociali per garantire a tutti i cittadini un tenore di vita adeguato. Per Targetti Lenti
(2000, pag. 5) :
“La nascita dei moderni welfare state ha segnato il passaggio da schemi di soli-
darietà limitati (finalità esclusivamente assistenziali) a modelli di solidarietà diffusa
in cui la rete di protezione sociale si estende da tutti i cittadini poveri a tutti i cit-
tadini. I programmi di assicurazione e di sicurezza sociale estesi e generalizzati
sono stati introdotti per far fronte a rischi tipici dello sviluppo di una società indu-
striale e per fornire interventi volti a salvaguardare l’individuo dai principali rischi
dell’esistenza. Il progetto da cui nasceva il moderno stato sociale era ambizioso:
sostituire la finalità assistenziale e limitata dell’intervento pubblico in campo socia-
le a favore dei poveri con un progetto molto più ampio predisposto per rispondere
alla domanda di sicurezza da parte dell’intera collettività, perseguendo nello stesso
tempo obiettivi egualitari”.
Appurato quindi che i due sistemi si differenziano nei principi guida dell’intervento statale, ma
non nell’opportunità dell’intervento stesso, non resta che passare all’analisi di cosa si intende
per “selettività” e per “universalismo” e cosa implicano. Nel capitolo successivo si analizzeran-
no le varie proposte (alcune attuate, altre rimaste a livello teorico) in un senso o nell’altro, per
confrontarne vantaggi e svantaggi, nella consapevolezza che non è possibile, a priori, prediligere
un sistema invece di un altro.
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Informazioni tesi

  Autore: Valentina Cammilli
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia dello sviluppo avanzata
  Relatore: Lisa Grazzini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 156

FAQ

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Parole chiave

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politiche sociali
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povertà
assistenza
indennità
sostegno al reddito
rassegna internazionale
unemployment benefits
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worker compensation

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