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Monitoraggio dei parametri chimico-fisici e biologici nella Piana di Scarlino

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Anteprima della tesi: Monitoraggio dei parametri chimico-fisici e biologici nella Piana di Scarlino, Pagina 4
 7 
 
1.1 La piana di Scarlino e le Colline Metallifere  
 
Macchia mediterranea                        Seminativo arborato, semplice 
     con olivi e macchia 
   Isola d’Elba       Follonica e Piombino Stabilimento 
 
Figura 1. Veduta panoramica del golfo di Follonica e colline retrostanti.   
                                                                            Padule di Scarlino 
Le Colline Metallifere si differenziano dalle altre regioni dell'Antiappennino Toscano, perché 
costituiscono una zona ricchissima di giacimenti minerari, che da sempre hanno segnato lo 
sviluppo dell'intero territorio, la storia dei suoi abitanti e ne hanno determinato il nome. Sono 
sei i comuni compresi nell'area: Follonica, Scarlino, Gavorrano, Massa Marittima, Montieri e 
Monterotondo Marittimo. L'intera zona si estende per 800 km2. Nel quadro di imponenti 
fenomeni geologici avvenuti circa 70 milioni di anni fa, è avvenuta l’intrusione di una massa 
di magma granitico tra le formazioni sedimentarie della zona. I fluidi metalliferi originatisi si 
sono iniettati tra le rocce sedimentarie  generando giacimenti di minerali metallici, cui la zona 
deve il nome. Il territorio delle Colline Metallifere, in rapida e schematica sintesi, è 
caratterizzato prevalentemente dalla presenza di minerali di ferro (pirite), di rame 
(calcopirite), di zinco (blenda) e minerali di piombo (galena), senza contare i giacimenti di 
cinabro (solfuro di mercurio) presenti nella zona del Monte Amiata.  Nonostante l’attività 
estrattiva abbia avuto inizio già in epoca etrusca, questa ha avuto un ruolo centrale ai giorni 
nostri quando, altri e nuovi utilizzi di alcuni di questi solfuri misti, vennero messi in opera. 
Prima fra tutte la pirite. Questo bisolfuro di ferro, infatti, utilizzato fin dall’antichità per la sua 
parte ferrosa, venne sfruttato, dagli inizi del 1900 in poi, per trarne zolfo. Questo, 
successivamente, vedeva il suo impiego nella produzione di acido solforico, utilizzato anche 
per la produzione di esplosivo in periodo bellico. Per anni la miniera di Gavorrano e quella di 
Bocccheggiano, meglio conosciuta come miniera di Campiano, furono oggetto di una serrata 
estrazione gestita dalla società Montecatini, in seguito divenuta Montedison (anni ’70).  Agli 
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Monitoraggio dei parametri chimico-fisici e biologici nella Piana di Scarlino

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Informazioni tesi

  Autore: Carlotta Pancini
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Pisa
  Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  Corso: Scienze e tecnologie per l'ambiente e il territorio
  Relatore: Sonia Senesi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 129

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