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Peter Ackroyd e la Detective Fiction postmoderna: "Hawksmoor"

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Anteprima della tesi: Peter Ackroyd e la Detective Fiction postmoderna: "Hawksmoor", Pagina 3
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Il periodo compreso tra le due guerre mondiali, gli anni ’20 e ’30
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, è considerato 
universalmente come la golden age del “giallo”.
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 È l’epoca di Agatha Christie e dei suoi 
famosi personaggi, l’ispettore belga Hercule Poirot (prima apparizione:The Mysterious 
Affair at Styles, 1920) e la curiosissima Miss Jane Marple (Murder at the Vicarage, 
1930). Le loro avventure furono e sono tutt’ora lette da milioni di persone, e l’autrice 
venne presto incoronata “regina” della detective fiction.  
Nel 1928 alcuni scrittori inglesi di detective stories fondarono il Detection Club, cercando 
di rafforzare l’adesione alle regole compositive codificate da Ronald Knox. Nello stesso 
anno S.S.Van Dine (pseudonimo di William Huntington Wright) pubblica su “The 
American Magazine” un articolo intitolato Twenty Rules for Writing Detective Stories. 
Nello stesso periodo Dorothy Sayers in Inghilterra e S.S.Van Dine (“padre” del detective-
gentiluomo Philo Vance) negli States iniziarono a modificare leggermente il genere, 
cercando di scrivere romanzi polizieschi che fossero prima di tutto romanzi, più realistici, 
senza l’astrazione e l’asetticità emotiva tipica della detective fiction classica. Van Dine 
inoltre cercò di adattare all’esperienza americana le convenzioni del giallo inglese. 
    
Negli USA, dopo un periodo di sostanziale imitazione della tradizione inglese, si 
avviava un nuovo filone del genere poliziesco, il cosiddetto hard-boiled: mentre la 
detective story inglese portava agli estremi il dualismo e il razionalismo di Poe, la scuola 
americana (Dashiell Hammett, Raymond Chandler) puntò ad un maggiore realismo, e nei 
romanzi emersero i ritratti dei quartieri malfamati, le classi sociali più povere, la violenza 
e il sangue, un linguaggio verosimile a tratti volgare, tutti elementi in passato censurati. Il 
detective, ora quasi sempre un  private eye, non era più la lucida mente calata nel mondo 
positivista degli esordi, ma un uomo che si scontrava con i propri impulsi e le proprie 
emozioni, in un mondo più incerto e pessimista. La tradizione americana arriverà di 
questo passo a creare il mito del lonely hero in lotta contro il male. 
 
 
                                                 
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 Contemporaneamente si sviluppava il movimento letterario modernista, per alcuni aspetti assolutamente in 
opposizione rispetto al genere poliziesco (i modernisti condannavano il rifugiarsi nella tradizione per sfuggire 
all’ormai palese perdita di punti di riferimento universali). 
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 Giallo è l’aggettivo italiano tradizionalmente usato per riferirsi al genere della detective fiction fin dal 1929, 
anno in cui la casa editrice Mondadori inaugurò la pubblicazione delle traduzioni di una serie di classici del 
genere, raccolti in una collana denominata “I libri gialli”, caratterizzata da volumi le cui copertine erano 
appunto di colore giallo, per attirare l’attenzione del lettore. 
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Peter Ackroyd e la Detective Fiction postmoderna: "Hawksmoor"

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Informazioni tesi

  Autore: Chiara Rigo
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Verona
  Facoltà: Lingue e Letterature Straniere
  Corso: Lingue e letterature straniere
  Relatore: Daniela Carpi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 23

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