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«Poi c’hanno dato la casa alle Vallette» Privatizzazione domestica, comunità, famiglia nella Torino del miracolo economico

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Anteprima della tesi: «Poi c’hanno dato la casa alle Vallette» Privatizzazione domestica, comunità, famiglia  nella Torino del miracolo economico, Pagina 7
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alcune famiglie inglesi costrette a trasferirsi e a lasciare il proprio quartiere di antica 
residenza, l’alterazione del tessuto relazionale all’esterno dei nuclei famigliari (e in particolare 
il venir meno dei servizi erogati da famigliari e dal vicinato) determina una rinegoziazione 
profonda dei rapporti tra i coniugi con l’affermarsi di una maggiore intimità e di ruoli meno 
segregati. Inoltre sono da indagare anche gli effetti sulle singole comunità di riferimento. Lo 
smembrasi delle reti sociali comunitarie quali opportunità apre alle singole famiglie? Ma allo 
stesso tempo quali sono i suoi costi, per esempio, in relazioni a tematiche quali il controllo 
sociale, la socializzazione delle seconde generazioni, i progetti di mobilità sociale individuali 
e famigliari o la capacità di mobilitazione collettiva nei conflitti politici?  
Tornando alle ricerche sul tema, in esse si ipotizza che questo mutamento sociale si sia 
realizzato in primo luogo nei nuovi quartieri periferici delle città settentrionali sorti 
rapidamente durante il boom e, in particolare, in quelli di edilizia pubblica. Come si vedrà in 
quegli anni, il forte flusso migratorio aggrava l’emergenza abitativa in città e la “questione 
casa” da obiettivo di progetti individuali assume il rango di problema pubblico alla cui 
soluzione le amministrazioni dedicano risorse e sforzi di inedita portata, promuovendo 
importanti progetti costruttivi che si concentrano nella fascia urbana periferica. Queste 
iniziative contribuiranno nell’imprimere uno sviluppo “etnicamente” segregato alla città che si 
verrà a comporre da un’estesa periferia abitata in prevalenza da famiglie di estrazione 
proletaria e di origine meridionale. Proprio in questi luoghi, come scrive Fofi, si sarebbe 
imposto il nuovo modello di socialità. 
Il grande balzo avviene col passaggio ai quartieri periferici di case nuove. Alveari brutti finché si 
vuole, ma con appartamenti puliti e riscaldati, con ascensori e finestre normali, con bagno 
completo in casa e un aspetto decoroso. Solo più tardi ci si accorgerà delle insufficienze di queste 
abitazioni: il momento del trasferimento non può che essere gioioso, costituire per l’immigrato il 
segno di una lunga fatica superata, di sofferenze lasciate alle spalle, di sentirsi alla pari con gli 
altri. Di aver concluso, insomma, il lungo, troppo lungo e disgraziato periodo di quarantena. In 
realtà, esso segna quasi sempre un momento importante del distacco della famiglia dalla 
comunità di immigrati paesani: contribuisce a chiuderla in se stessa, attraversi le condizioni che 
l’abitare in un appartamento nuovo di una casa nuova pone a ciascuna. Circondati da estranei, in 
quartieri dove vige come regola di saper vivere il non occuparsi gli uni degli altri e per buona 
norma l’aver pochi amici, l’isolamento del gruppo è accelerato, anche se non concluso
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. 
Un processo che sembra iniziare nei quartieri di edilizia pubblica. La spiegazione è da 
ricercare nelle modalità specifiche di insediamento in questi territori, i quali influenzano 
                                                                                                                                                            
Per un approfondimento: F. Ramella, Reti sociali e ruoli di genere: ripartendo da Elizabeth Bott, in La 
costruzione dell'identità maschile nell'età moderna e contemporanea, a cura di A. Arru, Biblik, Roma 2001, pp. 
79-87.  
26
 G. Fofi, L’immigrazione cit., p. 190.
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Informazioni tesi

  Autore: Andrea Coccorese
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Lettere
  Corso: Storia contemporanea
  Relatore: Stefano Musso
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 244

FAQ

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Parole chiave

torino
miracolo economico
familismo
periferia
ghetto
edilizia pubblica
meridionali
case popolari
storia urbana
quartieri popolari

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