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Progettazione dei sottosistemi propulsivo, estrattivo e campionatore di una sonda per l'esplorazione del sottosuolo marziano

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Anteprima della tesi: Progettazione dei sottosistemi propulsivo, estrattivo e campionatore di una sonda per l'esplorazione del sottosuolo marziano, Pagina 1
11 Introduzione
1.1 La storia dell’esplorazione di Marte
Dobbiamo ricordare che il legame tra Marte e la scienza è vecchio quanto la scienza moderna stessa.
Nel 1609 Keplero, grazie alle osservazioni di Marte di Tycho Brahe, pubblicò le prime sue due leggi.
L'esplorazione vera e propria di Marte, a livello di osservazione, iniziò pochi mesi dopo: Galileo, fatta
la sua prima osservazione della Luna il 30 novembre 1609, osservò Marte già nel 1610. I primi
risultati furono ottenuti da due astronomi che lavorarono per il re Sole nella seconda metà del secolo,
l'olandese Huygens e l'italiano Cassini. Risultati come la lunghezza del giorno marziano, la stima della
distanza Terra-Marte, la scoperta della calotta polare meridionale e della Syrtis Major furono merito
dei due grandi scienziati. Dopo di loro bisogna aspettare la venuta di Herschel, lo scopritore di Urano,
per vedere nuovi progressi nello studio del pianeta. Nel XVIII secolo furono così fissate le "misure
astronomiche" del pianeta rosso: il periodo di rotazione, l'inclinazione dell'asse, le calotte polari,
l'esistenza di un'atmosfera.
Nel 1800 la grande sfida fu, contemporaneamente alla corsa verso strumenti sempre più grandi e
potenti e siti sempre meno disturbati dall'atmosfera, lo studio della geografia marziana.
Da questo punto di vista, Marte non è certo un oggetto facile da studiare; è piccolo, con un diametro
poco superiore alla metà di quello terrestre, è lontano, mai meno di 56 milioni di chilometri e in
aggiunta è rosso, ovunque. Marte manca di strutture che spicchino o di forti contrasti come possono
essere quelli tra gli oceani e i continenti sulla Terra. Conseguenti a queste proprietà sono, da un lato, la
necessità di strumenti tecnicamente avanzati e condizioni atmosferiche e astronomiche favorevoli per
studiare Marte e dall’altro la capacità dell’astronomo di discernere ciò che realmente si vede da ciò
che la sua mente vuole vedere.
Nonostante le difficoltà, i progressi tecnici permisero la compilazione dei primi atlanti marziani (Beer
e Mädler, Dawes, Secchi), nonché la scoperta di Phobos e Deimos, le due lune del pianeta (Hall,
1877).
Alla fine del secolo risalgono le prime osservazioni significative dell'astronomo italiano Giovanni
Schiaparelli (1835-1910). Egli, insieme al francese Camille Flammarion e all'americano Percival
Lowell, portò di peso l'esplorazione di Marte al grande pubblico mondiale, nel reame della speranza,
dell'immaginazione e del sogno.
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Informazioni tesi

  Autore: Riccardo Nadalini
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1998-99
  Università: Politecnico di Milano
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria Aerospaziale
  Relatore: Franco Bernelli Zazzera
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 146

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Parole chiave

geodinamica
marte
perforazione del suolo

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