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Progetto ''Formula 1 - Anno Zero''

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Anteprima della tesi: Progetto ''Formula 1 - Anno Zero'', Pagina 5
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acrobazia creativa volta ad accelerare la velocità dell’aria tra la zona 
inferiore della monoposto e il terreno. 
Non è vero che oggi le auto di Formula 1 siano prive di effetto 
suolo, ma è chiaro che piø di tanto non è possibile fare, quindi il 
regolamento è, dopo quasi vent’anni, ancora efficace. Non tutti sono 
convinti della validità di questa norma, però abolirla o riscriverla in 
una forma piø permissiva potrebbe determinare la costruzione di 
macchine difficili da gestire, dunque molto pericolose, proprio 
perchØ dominate da un’aerodinamica sostanzialmente indefinita e 
solo occasionalmente davvero produttiva. 
Il 1989 è noto per essere l’anno dell’abolizione dei 
turbocompressori, un passo importante nella sicurezza e nel 
contenimento delle prestazioni dei motori, dopo gli incredibili valori 
di potenza specifica raggiunti, nell’ordine di 1 CV/cm
3
! Considerate 
le cilindrate, di 1.5 litri, ancora non si riesce a immaginare la 
difficoltà del pilota a gestire una così dirompente forza motrice… 
Fu decretato, così, il passaggio ad alimentazione atmosferica, con 
aumento della cilindrata fino a 3.5 litri. 
Il 1994 rimarrà impresso nella storia come uno degli anni piø 
drammatici, dominato da profonde emozioni, capaci di soffocare 
ogni lucida razionalità. Esso fu preceduto da lunghi dibattiti sulla 
dinamica che avrebbero preso le corse, in seguito al ritorno dei 
rifornimenti e ad una politica piø repressiva nei confronti degli 
automatismi elettronici, dalle sospensioni attive ai controlli della 
trazione. Si diffuse la paura per nuovi pericoli, dagli incendi per 
fughe di benzina alle conseguenze di errori umani, dovuti a piloti 
chiamati a guidare vetture sempre piø potenti e veloci, ma anche piø 
povere di quei meccanismi che sopperiscono alla difficoltà dell’uomo 
di sincronizzarsi con sollecitazioni così rapide e violente.  
In un solo fine settimana, ad Imola, ne capitarono di tutti i colori: 
mancò soltanto il fuoco. Barrichello uscì alla variante prima del 
traguardo, perdendo il controllo della propria Jordan; fu 
impressionante la facilità con cui la macchina trasformò il cordolo in 
un trampolino da cui di alzò a un metro da terra per schiantarsi 
rovinosamente contro le protezioni di gomma. Il pilota ne uscì con 
un braccio fratturato e tanta paura. Sabato e Domenica, due 
incidenti mortali coinvolsero gli estremi della Formula 1, 
pareggiando ogni disuguaglianza. Dapprima, lo sconosciuto pilota 
Roland Ratzenberger, in forza alla piccola e povera scuderia 
Simtek, perse il controllo dell’auto alla frenata della curva 
Villeneuve, perchØ si ruppe l’ala anteriore, causando un improvviso 
alleggerimento sull’avantreno di quasi 300 Kg. La macchina uscì ad 
oltre 310 Km/h e lo schianto contro il muro di cemento, dopo una 
breve via di fuga, uccise quasi sul colpo il povero pilota. Il giorno 
dopo toccò alla blasonata Williams-Renault, guidata dal super
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Progetto ''Formula 1 - Anno Zero''

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Informazioni tesi

  Autore: Giovanni Volpi
  Tipo: Tesi di Specializzazione/Perfezionamento
Specializzazione in Diploma in Scienza Stilistica
Anno: 2001
Docente/Relatore: Lorenzo Preti
Istituito da: ISSAM - Istituto Superiore di Scienza dell'Automobile di Modena
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 78

FAQ

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Parole chiave

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