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Quaestiones Perpetuae

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Anteprima della tesi: Quaestiones Perpetuae, Pagina 3
Introduzione 
sui problemi relativi alla diffusione degli studi romanistici negli ordinamenti giuridici 
contemporanei. Fra le altre, anche l’Università di Salerno
10
 ha aderito alla manifestazione.  
Infine, a conferma dell’importanza acquisita dalla romanistica negli ultimi anni, non si può 
prescindere dal  ricordare la recente istituzione della Scuola Internazionale di Diritto Romano
11
, 
con sede a Varsavia, il cui scopo è la formazione di personale per la ricerca  e l’insegnamento 
delle materie romanistiche, nonché la facilitazione dei rapporti scientifici fra gli studiosi , 
soprattutto fra i romanisti dell’ex Unione Sovietica e quelli del resto d’Europa, con particolare 
attenzione ai romanisti Italiani. Il primo corso si è tenuto tra il 12 e il 24 settembre 2001. Molte 
lezioni sono state tenute anche da docenti italiani, gli emèriti professori N.Palazzolo, A.Masi e 
L.Garofalo, quest’ultimo già presente, in passato, a diverse manifestazioni organizzate in 
materia. Importantissima la sua partecipazione alla Conferenza “Origini e sviluppo della 
provocatio ad populum”, tenuta , su invito dell’Accademia di Teologia Cattolica di Varsavia, 
presso la relativa Facoltà di diritto canonico, il 16 maggio 1995. Numerosi sono, inoltre, i suoi 
contributi al diritto criminale romano che saranno analizzati criticamente nel corso di questo 
lavoro, ponendoli a confronto con gli studi di altri insigni romanisti.   
 
 
§ 2. « Rilievo storico-giuridico »        
 
A questo punto è opportuno analizzare, per sommi capi, il clima storico-culturale che ha 
determinato il sorgere delle corti permanenti: ogni singolo istituto giuridico, nonché le singole 
fasi del processo per quaestiones perpetuae saranno approfondite dogmaticamente nel corso di 
questo lavoro. Il periodo di riferimento è quello ricompreso, approssimativamente, tra il IV e il I 
sec. a.C., coincidente con l’epoca della Repubblica Romano-nazionale
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, durante la quale Roma 
si distinse per la sua particolare organizzazione politica, certamente unica e inconfondibile nel 
suo genere, espressione di uno stato quale amalgama di interessi economici e sociali, di comuni 
aspirazioni rispetto al mondo esterno, e di esigenze spirituali ed ideali cui solo il civis Romanus 
poteva aderire. È chiara la concezione nazionalistica dell’elemento cittadino romano, lontano 
dall’essere considerato un marchio esteriore dell’appartenenza allo Stato. Il che trova conferma 
in quel complesso di requisiti che vennero accuratamente disposti dall’ordinamento ai fini del 
riconoscimento della cittadinanza romana. La Respublica nazionale si manifestò, per tutto il    
III sec.a.C., uno stato a governo aperto, “strutturalmente democratico
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, ma fortemente 
                                                 
10
Con interventi del prof. F.Lucrezi, “La responsabilità aquiliana tra criterio oggettivo e criterio soggettivo, nell’esperienza antica 
e moderna”, e della prof. L.Solidoro,”Abstrakte Eigentum e pluralità delle forme di appartenenza fondiaria nell’esperienza 
romana”.    
11
L’idea di una Scuola Internazionale di diritto Romano è nata nell’ambito del “VII Colloquio dei Romanisti dell’Europa Centro-
Orientale e d’Italia”, tenutosi a Roma nei giorni 3, 4 e 5 dicembre 1998. 
12
V.Giuffrè,”La repressione criminale nell’esperienza romana. Profili”, Jovene, Napoli 1998, pp.71 e ss..In realtà, all’inizio del 
Principato le “quaestiones perpetuae” erano ancora “i normali tribunali giudicanti” a Roma e in Italia in materia penale. 
B.Santalucia, “Diritto e processo penale nell’antica Roma”, Giuffrè, Milano 1998, pp.103 e ss., Il sistema delle “quaestiones 
perpetuae” trovò definitiva e organica sistemazione nella “Lex Iulia iudiciorum publicorum”, fatta votare da Augusto nel 17 a.C.. 
13
A.Guarino,“Storia del diritto Romano”, Jonene, Napoli 1996, p.196.. Si consideri, inoltre, l’etimologia del termine 
“democrazia”, dal gr.”dèmos”, popolo, e “kràtos”, forza, in un contesto storico-giuridico che teneva in alta considerazione il 
giudizio del popolo, specialmente in materia criminale ( provocatio ad populum ), per vagliare se eseguire la sentenza del 
“magistratus”, o lasciare che il colpevole abbandonasse la città e riparasse altrove ( commutazione della “poena capitis” in “aqua  
 3

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Quaestiones Perpetuae

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Informazioni tesi

  Autore: Rosaria Converso
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Salerno
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Francesco Lucrezi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 127

FAQ

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