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Quaestiones Perpetuae

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Anteprima della tesi: Quaestiones Perpetuae, Pagina 8
Introduzione 
alle ingiustizie dei governatori romani in quanto si trattava di atti che o non rientravano nella 
competenza delle assemblee popolari, oppure non erano nemmeno classificati come reati 
dall’ordinamento penale romano!  
Quella dei cŏmĭtia era, inoltre, una giustizia che variava inevitabilmente in relazione ad ogni 
singolo processo o reato: non esistevano regole precise e ineluttabili in merito alla formazione 
delle giurie popolari, non esisteva un numero legale per la loro formazione e, quando le assenze  
pesavano, non era per niente difficile corrompere i membri dell’assemblea. Molti i casi di brogli 
elettorali documentati: come ci tramanda Cicerone
39
, l’introduzione del voto segreto, nella 
seconda metà del II sec.a.C.,  non migliorò la situazione
40
… Eoque nunc fit illud quod a te 
modo, Quinte, dictum est, ut minus multos tabella condemnet, quam solebat vox, quia populo 
licere satis est. Hoc retento, reliquia voluntas auctoritati aut gratiae traditur. Itaque, ut 
immittam largitione corrupta, non vides, si quando ambitus sileant, quaeri in suffragia quid 
optimi viri sententiant ? ( vale a dire : …Perciò ora si verifica ciò che tu hai detto poco fa, o 
Quinto, che il voto segreto scritto condanna un numero di persone molto inferiore a quanto 
avveniva col voto palese orale
41
, perché al popolo è sufficiente che gli sia concessa la facoltà di 
condannare. Una volta conservato questo diritto, la volontà del popolo si affida all’autorità e al 
prestigio dei grandi. Perciò, per non parlare di voti comprati con largizioni, non vedi che, 
quando la corruzione non fa sentire la sua voce, nelle votazioni si domanda quale sia il pensiero 
degli ottimati ? ). Tra le cause del fenomeno delle giurìe corrotte si annoverano l’aumento del 
numero degli elettori e, paradossalmente, il beneficio dell’ occulta de honore suffragia
42
. I 
giurati il più delle volte sostenevano la causa del migliore offerente: tanto più denaro si 
possedeva, tanto maggiore era la possibilità di uscire vincitori dal processo, chiaramente a 
discapito della verità e della giustizia… 
Le quaestiones perpetuae furono escogitate per far fronte all’allarme sociale determinato da 
fatti lesivi di interessi diffusi, avvertiti dal corpo sociale come intrinsecamente ingiusti a 
prescindere da qualsiasi previsione normativa. Crebbe gradualmente il bisogno di una punizione 
positivamente fissata in una norma di legge o del costume ad essa assimilato, che avesse una sua 
tipicità legale
43
. Mommsen
44
 esclude dal concetto di pena le sanzioni irrogate dal magistrato 
romano, in virtù del suo potere illimitato, contro i non cittadini, e i procedimenti adottati dallo 
                                                 
39
Cicerone, “De Legibus” III, 17, 39.  
40
Il voto era originariamente pubblico e veniva comunicato oralmente da appositi interroganti ( rogatores ), uno per ogni 
ripartizione dell’assemblea.Il voto fu reso segreto per agevolare la libertà dei votanti nella seconda  metà del II sec.a.C. dalle 
‘Leges Tabellariae’: Lex Gabinia, 139 a.C., per l’elezione dei magistrati; Lex Cassia, 137 a.C., per i ‘iudicia’ criminali; Lex 
Papiria, 131 a.C., per l’approvazione delle ‘leges’; Lex Coelia, 107 a.C., per i giudizi di ‘perduellio’. In forza di queste leggi, in 
realtà si trattò di plebisciti, il voto venne segnato su ‘tabellae’ cerate che recavano incise da un lato le lettere ‘L’ ( libero ) e ‘A’ ( 
damno ) ,il votante, con la punta piatta di uno stilo, cancellava l’una o l’altra e deponeva la tavoletta  in apposite ‘cistae’, custodite 
dai ‘rogatores’, e sorvegliate da ‘custodes’. V. A.Guarino, “Storia del diritto Romano”, Jovene, Napoli 1996, p.204; B.Santalucia, 
“Diritto e processo nell’antica Roma”, Giuffrè, Milano 1998, p.87, nt.61  
41
L. Perelli, “La corruzione politica nell’antica Roma”, BUR, Milano 1999, ”Cicerone si riferisce ai grandi processi politici dove 
il giudizio era affidato all’assemblea”. 
42
Espressione latina che tiene luogo a “voto segreto”o “segreto delle urne, in G.Campanili-G.Carboni, Dizionario Latino-Italiano 
43
T.Masiello, “Mommsen e il diritto penale romano”, Cacucci, Bari 1995, pp.59 e ss. 
44
T.Mommsen, “Römisches Strafrecht”, Leipzig 1887, cit., p.897.  
 8

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Quaestiones Perpetuae

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Informazioni tesi

  Autore: Rosaria Converso
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Salerno
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Francesco Lucrezi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 127

FAQ

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