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Raccontatemi la vostra storia. Memorie della propaganda fascista in un centro agricolo del Ravennate

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Anteprima della tesi: Raccontatemi la vostra storia. Memorie della propaganda fascista in un centro agricolo del Ravennate, Pagina 5
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assenze esperienziali dei protagonisti del paesino, assenze dovute sia al luo-
go che alla situazione socio-economi ca  della  f am i glia  d’o rigine.  
S. Pancrazio è un paese in pianura, in una zona privilegiata dal punto 
di vista delle colture, dove «pròpri fame fame cò m a   in   d’j étar pòst la 
gn’éra
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», mentre Marzeno è già sulle colline di Faenza (restiamo tuttavia 
nella provincia di Ravenna) e lì la terra era molto meno fertile; Pietro Caroli 
(1915), detto “Pietrino ” e Maria Pasi (1927), sua moglie, vengono proprio 
da lì, per   entra m bi   l ’appa rtenenza sociale è bassa e si sono fermati 
all’ist ruzio ne   ele m enta re . A S. Sofia, in provincia di Forlì, dove abitava la 
mia nonna materna, Benilde Mordenti (1905), detta “Argentina ”, 
l’appennino diventa ancora più ostico per chi deve far fruttare la terra, infat-
ti la sua appartenenza sociale era decisamente bassa e lei non è mai stata a 
scuola. In  n essuno   di  q uesti  tre  casi  c’è  caratt e rizzazione  p olitica.  
Predappio
8
, luogo natale del Duce, è ovviamente un sito privilegiato, 
meta, in quegli anni, di gite, scolastiche e non, e di visite diplomatiche: «noi 
qui ci vestivamo spesso perchè c’erano tante cerimonie qui, spesso e volen-
tieri veniva il Re a Predappio, veniva il principe, venivano a visitare la casa 
di   Mussoli ni   e   c’erano   le   m a nif estazioni   in   p ia z za;;   c’era   l’EN IT   all ora,   la                                                   
7
 Calderoni Luigi (1923). Proprio fame fame co me   in   a ltr i  p o s ti  n o n   c’ era .   
8
 «Predappio s'incontra sulla Statale 9 ter, risalendo la vallata del Rabbi. Nettamente divisa 
dall'antica Predappio (denominata Predappio Alta con regio decreto del marzo 1936), è la testimo-
nianza dell'impegno di Benito Mussolini per valorizzare i luoghi che gli dettero i natali. L'interven-
to più vistoso è la trasformazione della vecchia frazione di Dovìa, dov'è ubicata la casa dell'ex-
dittatore, che divenne in breve capoluogo comunale. Nell'ambito di quella che fu un tempo Dovìa 
(Duae viae, cioè due strade: per Rocca S.Casciano e per Premilcuore) è evidente una concezione 
architettonica particolare dettata dai numerosi edifici e costruzioni nel tipico stile dell'epoca fasci-
sta. L'antica Dovìa, del resto, il cui sviluppo fu deciso nel 1924, appena un secolo fa non era che 
un piccolo agglomerato di case rurali. La cerimonia di fondazione del nuovo paese avvenne il 30 
agosto 1925, grande assente il capo del governo che invece ne fu ispiratore e assiduo controllore. 
La causa ufficiale della fondazione del nuovo centro abitato - a differenza di Sabaudia e Littoria - 
fu trovata inserendo, con regio decreto, Predappio Alta negli elenchi dei centri abitati che erano 
interessati da forti movimenti franosi, tali da compromettere la stabilità degli edifici e la sicurezza 
degli abitanti. Una perizia del genio civile attestò che si rendeva quanto mai necessario spostare 
l'antico sito di Predappio Alta in un'area più a valle. Venne individuata l'area di Dovìa-Predappio. 
Il piano generale della città fu elaborato nel 1926 (ma la storia costruttiva del paese copre un arco 
di 15 anni) da Florestano Di Fausto, architetto ed ingegnere romano, seguendo uno studio dell'uffi-
cio del Genio Civile di Forlì. Predappio diventò meta obbligata delle personalità che occupavano 
le più alte cariche dello stato, degli esponenti della nobiltà, della casa regnante e dello stesso re»;  
www.altraromagna.net (settembre 2006).
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Informazioni tesi

  Autore: Deborah Ugolini
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Comunicazione Istituzionale e d'Impresa
  Relatore: Silvio Lanaro
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 562

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