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Rielaborazione ed interpretazione di dati sismici crostali del Margine Campano Tirrenico

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1.2 AREA DI  STUDIO 
 
Il particolare assetto della regione Centro-Mediterranea ha sempre suscitato 
grande interesse tra gli studiosi di Scienze della Terra per la sua peculiarità di 
racchiudere, in un’area relativamente ristretta, numerosi e diversi meccanismi 
evolutivi spiegabili attraverso i modelli geodinamici della tettonica a placche, 
generalmente applicabili a scala più ampia. 
La complessità di tale situazione ha comportato lo sviluppo di numerose ipotesi, 
talvolta tra loro totalmente o parzialmente discordanti, relative alla coesistenza dei 
vari processi che hanno generato l’attuale configurazione della regione. Alla luce di 
quanto detto il CROP rappresenta un fondamentale passo avanti per la produzione di 
informazioni basilari per lo sviluppo delle conoscenze sulla struttura crostale del 
Mediterraneo Centrale. 
Il sistema Sud Appennino-Arco Calabro-Sicilia è costituito da un thrust belt a 
forma arcuata interposto tra due aree oceaniche, l’una (Ionio) in subduzione, l’altra 
(Tirreno) in espansione. Queste due aree bacinali, entrambe caratterizzate da crosta 
oceanica, si differenziano profondamente per la loro storia evolutiva. Infatti, lo Ionio, 
attualmente rappresentato da un bacino profondo di estensione limitata, compreso tra 
i due fronti compressivi Calabro ed Ellenico sotto i quali subduce, costituisce il 
relitto di un bacino oceanico di età Mesozoica. 
Il Tirreno rappresenta invece un bacino la cui apertura ha avuto inizio nel 
Tortoniano in connessione alla migrazione della Catena Appenninica ed alla 
subduzione della crosta Ionica. L’evoluzione tettono-dinamica dell’orogene, esteso 
dall’Appennino Meridionale alla Sicilia, è strettamente collegata al fenomeno di 
apertura del Bacino Tirrenico sviluppatosi essenzialmente durante il Pliocene (Finetti 
e Del Ben, 1986) e avvenuta nelle aree interne del sistema orogenico durante la fase 
collisionale finale della convergenza tra Africa ed Europa. 
Il margine N-Africano è rappresentato dal promontorio Adriatico il quale, al 
partire dal Giurassico, si comporta come una microplacca isolata dalla madre-placca 
Africana (Finetti, 1982, 1984; Finetti e Del Ben, 1986). Questo processo ha inizio 
con il rifting di età Triassica che ha interessato l’intero margine Africano in 
connessione  con l’apertura della Neo-Tetide e che nel Giurassico si è sviluppato con 
il drifting e l’apertura del Bacino Ionico. Tale fase distensiva è associata alla 
migrazione verso nord della placca Apula ed alla subduzione, sotto quest’ultima, 
dell’Oceano Ligure, costituente il braccio occidentale della Neo-Tetide. Nel 
Cretacico la collisione continentale tra Eurasia ed Adria ha prodotto un’intensa 
deformazione che ha dato il via alla costruzione degli orogeni Austro-Alpino e 
Dinarico. 
L’assetto strutturale preesistente ha costituito uno degli elementi principali che ha 
determinato e guidato la successiva deformazione tettonica Terziaria. Quest’ultima è 
stata prevalentemente il prodotto di tettonica compressiva: le coltri Austro-Alpine 
hanno continuato a sovrascorrere sul margine meridionale Europeo e, 
contemporaneamente, hanno inizio i thrust della Catena Appenninica con vergenza 
verso la placca Apula, così come avveniva per la Catena Dinarica fin dal Cretacico. 
Le Unità Calabre, affioranti nella Catena Kabilo-Calabride, provengono almeno in 
parte dall’antico margine Europeo, ora margine orientale del Blocco Sardo-Corso. 
L’originaria disposizione dei differenti domini continentali nella paleogeografia 
pre-orogenica ha determinato la diacronia dell’evento collisionale lungo l’orogene. Il 
fenomeno di duplexing si è manifestato in superficie con la sovrapposizione di 
Sitografia automatica

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Rielaborazione ed interpretazione di dati sismici crostali del Margine Campano Tirrenico

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Informazioni tesi

  Autore: Ivano Gregori
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1997-98
  Università: Università degli Studi di Trieste
  Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  Corso: Scienze Geologiche
  Relatore: I.R. Finetti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 288

FAQ

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Parole chiave

dati sismi
dati sismici
linee sismiche
sismica
sismica marina
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