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Sport e turismo, binomio vincente di modelli positivi. I casi Volley Soverato e Tonno Callipo Vibo Valentia

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Anteprima della tesi: Sport e turismo, binomio vincente di modelli positivi. I casi Volley Soverato e Tonno Callipo Vibo Valentia, Pagina 3
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permettere occupazioni materialmente improduttive, esibiva la propria condizione privilegiata 
attraverso attività inutili e dispendiose
3
. 
Negli ultimi anni del XX secolo gli storici hanno iniziato a percepire l’importanza dei momenti 
aggregativi come fattori fondamentali per cogliere le trasformazioni della società, questo ha  
permesso di considerare la storia del tempo libero come nuovo campo d’analisi utile a capire i 
gusti, le tendenze, i sentimenti, le emozioni private e collettive. 
Ricerche americane e italiane hanno rilevato che, da dieci anni a questa parte, tra quanti 
lavorano, c’è la tendenza a mettere al primo posto, tra le richieste, non piø il denaro o i benefit 
di varia natura, ma il tempo libero, quasi si fossero resi conto che se è vero che per vivere 
occorre lavorare, non è piø vita quella totalmente assorbita dal lavoro. Nelle società come le 
nostre, dove il denaro è diventato l’unico generatore simbolico di tutti i valori, si è pensato, 
negli anni ’80 e ’90, che potendo pagare, e quindi lavorando tutto il tempo per poterselo 
permettere, ciascuno potesse meglio realizzare se stesso e, soprattutto in ambito femminile, 
realizzare la propria indipendenza. Di qui la scelta degli asili non in base ai criteri educativi, ma 
esclusivamente in base al tempo in cui intrattengono i bambini, l’affido degli adolescenti alle 
scuole, i disagi giovanili affidati agli psicologi perchØ i tempi di comunicazione nell’ambito 
familiare, quando non sono ridotti, sono del tutto assenti.  
Oggi questo stacanovismo del lavoro per procurarsi denaro con cui realizzare la propria 
indipendenza sta svelando il rovescio della sua medaglia, per cui tutto diventa indifferente e 
nulla piø stimolante. Lo spostamento dell’auto-realizzazione nel mondo del lavoro con 
conseguente de-realizzazione nel mondo della famiglia e piø in generale degli affetti ha fatto 
crollare anche l’ideologia del “tempo-qualità”. Chiedere tempo libero, e non piø solo denaro e 
benefit, è un modo per recuperare l’umano e non soccombere a quell’atrofia emotiva in cui uno 
non solo non è piø in grado di riconoscere l’altro, ma alla fine neppure se stesso. Le nuove 
generazioni sembra l’abbiano capito. Se riusciranno a rivendicare tempo libero saranno la piø 
significativa delle rivoluzioni, perchØ riconsegneranno una speranza all’uomo nell’età della 
tecnica che, col suo sguardo guidato solo dalla piø fredda razionalità, fatica a distinguere un 
uomo da una macchina
4
. 
 
1.1. Il tempo libero in Europa a fine Ottocento 
E’ negli ultimi decenni dell’Ottocento che è stata posta la questione dell’impiego del tempo 
libero perchØ, mano a mano che la giornata lavorativa diminuiva e che le macchine aiutavano a 
sbrigare parte del lavoro, si aveva piø tempo da trascorrere in altre attività. Diventarono perciò 
attività di massa il turismo, la villeggiatura e lo sport, che fino a quel momento erano stati 
privilegio di pochi. In particolare lo sport, dopo essere stato praticato soprattutto dai gentlemen-
amateurs, alla fine dell’Ottocento si diffuse anche negli strati popolari, soprattutto in Gran 
Bretagna, dove gli operai ebbero maggior tempo libero, grazie alla riduzione delle ore di lavoro 
e alla concessione di mezza giornata festiva il sabato. Nacquero o si diffusero numerose 
discipline sportive, dal pugilato al ciclismo, dall’atletica leggera al football (da cui sarebbero 
derivati sia il calcio sia il rugby). Questi sport diventarono di massa perchØ furono praticati da 
molti o interessarono numerosissimi spettatori.  
                                                           
3
 C. Buzzi, A. Cavalli, A. De Lillo, Rapporto Giovani, Sesta indagine dell’Istituto IARD sulla condizione giovanile in 
Italia, Il Mulino, Bologna 2007. 
4
  L’articolo Il tempo libero piø prezioso del denaro, tratto dal sito www.repubblica.it, è stato scritto da U. Galimberti, 6 
Aprile 2006.
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Informazioni tesi

  Autore: Vincenzo Pulitanò
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi della Calabria
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze Turistiche
  Relatore: Gilda Catalano
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 33

FAQ

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