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Stati Uniti e Iraq nei documenti del National Security Archive durante l'amministrazione Reagan (1981-1988)

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Anteprima della tesi: Stati Uniti e Iraq nei documenti del National Security Archive durante l'amministrazione Reagan (1981-1988), Pagina 5
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fondo assai diverse: la prima comprende un periodo segnato dall’assenza di relazioni diplomatiche e 
ripercorre quindi le azioni compiute dagli Stati Uniti per superare una condizione di oggettiva 
difficoltà con Baghdad; la seconda esamina una fase di sempre maggiore impegno degli USA in 
Iraq, all’interno di una politica estera continuamente alla ricerca delle strade migliori per sostenere 
lo sforzo militare iracheno sullo sfondo di rapporti diplomatici finalmente normalizzati; la terza, 
infine, è segnata dal completo allineamento degli Stati Uniti alla causa di Baghdad, manifestato con 
il coinvolgimento diretto di forze americane nel teatro di guerra al fianco dell’Iraq  
Ai fini dell’analisi, questa scansione cronologica permette di osservare al meglio il percorso 
della politica americana dall’amministrazione Reagan nei confronti del regime di Saddam Hussein, 
e ne mette in luce i diversi stadi di sviluppo in modo più chiaro e immediato.  
La prima parte è rivolta alla narrazione dei passi inaugurali compiuti a partire dal 1981 
dall’amministrazione neoeletta nei confronti dell’Iraq. Quattro mesi prima del giuramento di Ronald 
Reagan, Saddam Hussein ordinò al suo esercito d’invadere l’Iran di Khomeini: nel settembre 1980 
prese così il via la guerra Iran-Iraq, intrapresa dal presidente iracheno per dare corso ai disegni 
egemonici dell’Iraq sul Golfo persico.  
Questa regione strategica del Medio Oriente era stata oggetto del nuovo indirizzo della 
politica americana annunciato dal presidente degli Stati Uniti Jimmy Carter proprio all’inizio dello 
stesso anno, durante il tradizionale discorso di gennaio sullo Stato dell’Unione. Le pressioni del 
consigliere per la sicurezza nazionale Zbigniew Brzezinski, deciso a lanciare ai sovietici un duro 
monito in risposta all’invasione dell’Afghanistan, portarono gli Stati Uniti a denunciare con forza 
l’aggressione sovietica e ad adottare una posizione più intransigente in difesa dei propri interessi nel 
Golfo. La caduta dello scià aveva incrinato gravemente l’influenza americana nella regione: il 
sospetto che l’invasione dell’Afghanistan fosse la prima mossa di un progetto sovietico ben più 
ambizioso, diretto cioè all’Iran, indussero Carter a lanciare un duro monito ai sovietici: 
 “Let our position be absolutely clear; any attempt by the outside forces to gain the control of the Persian Gulf 
region will be regarded as an a assault on vital interests of the United States of America and such an assault will 
repelled by any means necessary, including force.”
2
  
Diversamente da quanto avvenne il 2 agosto 1990, quando una dura risoluzione ONU scritta 
lo stesso giorno dell’invasione impose all’Iraq, paese aggressore, il ritiro immediato dal Kuwait, la 
risoluzione 479 di dieci anni prima venne diffusa con ritardo, cioè quattro giorni dopo l’attacco. 
Dopo che l’esercito iracheno penetrò per decine di chilometri in territorio iraniano, una risoluzione 
                                                 
2
 “La nostra posizione è assolutamente chiara; qualsiasi tentativo da parte di una forza esterna di ottenere il controllo 
della regione del Golfo persico sarà considerato un assalto agli interessi vitali degli Stati Uniti, e tale assalto sarà 
contrastato con ogni strumento necessario, inclusa la forza”. Il nuova approccio della politica estera americana nel 
Golfo persico prese il nome di “dottrina Carter” e fu annunciata nel discorso sullo Stato dell’Unione del gennaio 1980, 
cit. in A. TAROK, The superpowers involvement in the Iraq-Iran War, Commack (N.Y.), Nova science, 1998,  p. 26   

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Informazioni tesi

  Autore: Matteo Risari
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Storia contemporanea
  Relatore: Maurizio Punzo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 302

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