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Storia delle deontologie dei comunicatori

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Anteprima della tesi: Storia delle deontologie dei comunicatori, Pagina 1
Introduzione 
 
 
«Alfredinooo!» «Lo vedi? Lo senti respirare?»
1
. 
10 giugno 1981. Per tre lunghissimi giorni Alfredo Rampi, un bambino di 
sei anni, rimane intrappolato in un pozzo. I telegiornali nazionali danno la notizia 
il giorno dopo mostrando in tempo reale, nella convinzione che la vicenda giunga 
a buon fine nel giro di pochi minuti, quello che si sarebbe rivelato solo il primo di 
una lunga serie di vani tentativi di salvataggio. Seguono diciotto ore di diretta. 
Ventuno milioni di italiani incollati al teleschermo partecipano col fiato sospeso al 
procedere delle operazioni di soccorso, ascoltando dal vivo i lamenti del piccolo 
Alfredino. In attesa di un happy end che mai arriverà.  
«Un reality-show terrificante», «un circo mediatico»
2
 sarà definita a 
posteriori la trasmissione no-stop delle immagini dal luogo dell’incidente. 
Oltre quali confini il diritto di cronaca e la libertà di stampa, da un lato, e 
quello ad essere informati, dall’altro, entrano in collisione con il buon senso e il 
rispetto umano? Il caso di Alfredo Rampi è esemplificativo. Ha scosso nei tempi 
che furono l’opinione pubblica italiana e posto, forse per la prima volta in maniera 
così brusca e diretta, il problema di un’etica (e deontologia) dei comunicatori.  
Ancora, il caso Onofri. Privacy infranta, presunte violazioni del segreto 
istruttorio, condanne mediatiche.
3
 L’interesse morboso dei media per la vita 
privata di Paolo Onofri era finalizzato a informare o ad alimentare la curiosità del 
pubblico, alla ricerca dello share perduto, per ricredersi poi alla notizia che con il 
rapimento del figlio non c’entrava niente?  
                                                 
1
 Da La storia siamo noi, in www.lastoriasiamonoi.rai.it 
2
 Ivi. 
3
 Tommaso Onofri, 18 mesi, è stato rapito il 2 marzo 2006 mentre era in casa con i familiari. Si è 
indagato, si è detto e si è scritto tanto sul padre Paolo, vittima e oggetto d’indagine allo stesso 
tempo, a seguito del rinvenimento di files pedopornografici sul suo computer. Le accuse sono 
cadute alla notizia, il primo aprile, del ritrovamento del corpicino del bimbo a seguito della 
confessione di Mario Alessi, che, insieme a Salvatore Raimondi e con la complicità della 
compagna Antonella Conserva, ha architettato il sequestro a scopo di estorsione. 
 5

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Storia delle deontologie dei comunicatori

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Informazioni tesi

  Autore: Lucianna Ruggiero
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi Suor Orsola Benincasa - Napoli
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Paolo Scandaletti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 80

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