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Strategie di riqualificazione dell'ambiente costruito: Progetto Pilota per l'area Corvin-Szigony a Budapest

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Anteprima della tesi: Strategie di riqualificazione dell'ambiente costruito: Progetto Pilota per l'area Corvin-Szigony a Budapest, Pagina 7
  
8
La contemporanea presenza di questi tre requisiti 
garantiscono, secondo gli autori del rapporto, azioni volte 
ad uno sviluppo diverso, sostenibile, si avverte quindi una 
prima spinta propositivamente molto ampia e di notevole 
pervasività. Nella realtà questa spinta trova, negli anni a 
seguire fino ad oggi, un bisogno di concretezza , la 
necessità di misurare gli esiti dei processi di sviluppo, la 
necessità di semplificare la realtà al fine di poter 
controllare i processi di trasformazione. Se da una lato 
risulta crescente l’attenzione verso la dimensione 
antropologica di tali processi dall’altro si assiste ad un 
progressivo spostarsi dell’attenzione dalle scienze sociali a 
quelle fisiche che garantiscono una più immediata lettura 
dei risultati.  
Riprendendo l’analisi delle voci che nel tempo hanno 
contribuito al modificarsi del concetto di sostenibilità , vale 
la pena di citare il Rapporto Bruntland del 1987 della 
World Commission on Environnment and Development, nel 
quale la sostenibilità viene assimilata alla capacità di 
soddisfare i bisogni e le aspirazioni del presente, senza 
compromettere la capacità di soddisfare quelli del futuro. 
I progetti di sviluppo, più o meno sostenibili, sempre più 
spesso si presentano come azioni Top-Down (elaborazioni 
di esperti non appartenenti al sistema in trasformazione), 
per i quali è necessaria l’approvazione da parte della 
popolazione ottenibile attraverso la partecipazione al 
progetto di esperti di comunicazione, e che devono essere 
valutati ex ante e post in base a parametri sempre più 
spesso standardizzati. Questo tipo di approccio che fa 
della Valutazione lo strumento principe, affidandosi ad 
esperti più o meno coinvolti nel processo di 
trasformazione, ha senza dubbio il limite di dimenticare 
uno dei tre requisiti introdotti dal rapporto del 1975, 
ovvero quello della self-reliance. Come già affermato 
senza uno dei tre requisiti non ci può essere un processo 
di sviluppo veramente sostenibile; l’assunzione della self-
reliance, dell’endogenità dello sviluppo, della 
autosostenibilità, della conoscenza e del corretto uso del 
milieu, sono la base teorica di alcune ricerche condotte nel 
campo della pianificazione territoriale in particolar modo 
nelle Università di Firenze e di Torino, che rivestono in 
questo contesto un’importanza rilevante. 
Significativa, nello studio dell’evoluzione del significato di 
sostenibilità, risulta la divisione che Magnaghi propone per 
meglio spiegare i differenti approcci contemporanei al 
termine sostenibilità (A.Magnaghi 2000). 
Il primo approccio, definito funzionalista o 
dell’ecocompatibilità, assume il territorio come un 
supporto tecnico-funzionale della produzione, del quale 
occorre considerare i limiti di sopportazione nel suo uso
 12
. 
Il concetto di sostenibilità diventa quindi strettamente 
relazionato con la capacità di carico del sistema 
ambientale, con i limiti misurabili del territorio, e l’azione 
contenitiva spetta alle amministrazioni nella logica “chi 
inquina paga”; in questa logica i valori ambientali sono 
considerati esclusivamente delle esternalità rispetti ai 
processi produttivi. 
Il secondo approccio, definito ambientalista o biocentrico, 
è ben definito da questa affermazione: “Se non salviamo 
l’ambiente non ci può essere sviluppo”; la sostenibilità 
diventa la condizione strutturale dello sviluppo economico. 
L’ambiente da vincolo diventa opportunità, risorsa.
 13
 
Questo tipo di approccio porta sicuramente a politiche più 
rigide e radicali rispetto a quelle derivanti dall’approccio 
funzionalista, politiche che rischiano però di non produrre 
una critica radicale alle cause del degrado ambientale, e di 
12
 A.Magnaghi, Il 
progetto locale, Bollati 
Borlinghieri, Milano 
2000, p.51. 
13
°.Magnaghi, Op.cit. 
p.56. 
 8 

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Informazioni tesi

  Autore: Marco Lenzi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Architettura
  Corso: Architettura
  Relatore: Corrado Latina
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 128

FAQ

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