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Strategie e politiche distributive e di branding tra terroir e imprese nella filiera vitivinicola: il caso Castello Banfi in Toscana

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fermentare per 2 o 3 giorni e pochi giorni dopo il vino è pronto per la 
commercializzazione, questa tecnica è usata per ottenere il vino novello28.  
         Normalmente il vino sfuso continua il suo processo attraverso 
l’invecchiamento in legno, nei casi in cui è prescritto dai disciplinari di 
produzione, o quando ritenuto necessario per esigenze tecniche. 
         Ulteriore passo della filiera produttiva è caratterizzato dalla procedura di 
imbottigliamento; il vino viene, in questa fase, sottoposto ad attenti controlli 
poiché tale fase rappresenta l’ultimo momento di contatto del vino con l’ambiente 
esterno29. 
         All’imbottigliamento segue a volte un periodo in cui il vino rimane in 
cantina per un affinamento, in maniera da ottimizzarne le caratteristiche al 
momento dell’immissione nel mercato del consumo. Questa fase è propria, specie 
nel nostro paese, per i vini rossi e non per quelli bianchi in quanto considerati 
idonei ad essere consumati al massimo della loro freschezza. Successivamente vi 
è il confezionamento che deve rispettare le disposizioni già citate in occasione 
della descrizione dell’imbottigliamento. Tali fasi sono generalmente portate a 
compimento nella stessa azienda anche se, in condizioni di polverizzazione della 
produzione, l’imbottigliamento potrebbe essere perseguito da aziende terze 
all’impresa vitivinicola. Nella figura 3 si possono chiaramente notare le relazioni 
che arricchiscono questa macrofase; possiamo, pertanto, menzionare le relazioni 
che intercorrono tra l’impresa di trasformazione e i fornitori di macchinari per 
l’imbottigliamento, per il confezionamento (lavaggio, sterilizzazione, 
riempimento, tappatura, incapsulatura, etichettatura, costruzione del cartone, 
inscatolamento, pallettizzazione, ecc.) e dei vari materiali accessori (vetro, 
sugheri, etichette, imballi in cartone e in legno, ecc.) e servizi professionali vari. 
Chiaro è che la fase industriale può essere, senza dubbio, foriera di innovazioni 
                                                 
28
 Cfr. DE VITA P., DE VITA G., Manuale di meccanica enologica, Hoelpi, Milano, 2007, pag. 
325. 
29
 Importanti sono le prescrizioni rigorose, che impongono l’esposizione, in etichetta, delle 
informazioni necessarie all’identificazione del consumatore. Una su tutte è l’art.2 del REG  CEE 
del consiglio, n°2392/89 del 24 Luglio 1989, che stabilisce le norme generali per la presentazione 
dei vini e dei mosti di uvee prescrive, tra gli elementi obbligatori da apporre in etichetta, 
indicazione del nome e della ragione sociale dell’imbottigliatore, nonché del comune o frazione e 
dello stato membro in cui l’imbottigliatore ha la propria sede principale. 

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Informazioni tesi

  Autore: Nicola Straniero
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Foggia
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze economico-aziendali
  Relatore: Giuseppe Calabrese
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 170

FAQ

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