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Stregoneria e etnopsichiatria nell'Africa Nera

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Anteprima della tesi: Stregoneria e etnopsichiatria nell'Africa Nera, Pagina 2
  
 
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Tuttavia la magia vive ancora, e non solo come concetto.  In Africa essa 
permea totalmente la società, la cultura,  la quotidianità stessa.  La medicina 
tradizionale e la psichiatria africana in essa trovano origine e alimento. In 
queste culture esistono infatti manifestazioni comportamentali che localmente 
vengono interpretate e usate in chiave terapeutica, mentre in Occidente sono 
considerate al limite della patologia.  La concezione occidentale è 
probabilmente un prestito che in qualche modo abbiamo contratto dal 
razionalismo illuminista. Ora, è con questa magia, ossia con i metodi 
terapeutici in uso presso queste culture “altre”, che la medicina allopatica 
occidentale dovrebbe confrontarsi e integrarsi, soprattutto per superare la 
tendenza a considerare l’uomo in parti separate, perdurando nell’errore che 
fece Cartesio. 
Il successo di alcune forme di medicina alternativa non è altro che una spia 
della debolezza della tradizione medica occidentale e della diffusa 
insoddisfazione generata da una visione distorta dell’organismo umano.  
L’esigenza moderna di specializzazione medica contribuisce poi ad aggravare 
ulteriormente tale inadeguatezza, piuttosto che a ridurla.  “Anima e spirito - 
dice Damasio (1995, p. 341) - sono stati di un organismo: la mente agisce sui 
tessuti biologici e deve quindi essere correlata con un organismo intero in 
possesso di un  cervello e di un corpo integrati e in piena interazione con un 
ambiente fisico e sociale”. Nella nostra cultura questo ancora non avviene, ed è 
per questo che l’uomo resta tuttora il grande mistero da risolvere. 
Il nostro è un mondo di correlazioni e di corrispondenze. Forse aveva ragione 
Pitagora nel considerare il  cosmo come struttura armonica fatta di sostanza 
divina, e l’anima dell’uomo come un frammento di tale sostanza, destinato a 
una progressiva purificazione attraverso la conoscenza dell’ordine superiore. 
Ce lo conferma l’attuale atteggiamento dei fisici, i quali ora vedono l’universo 
come un’armonia di energie dove tutto è interconnesso, e dove le nostre 
esistenze riflettono storie antiche, i  miti arcaici. I simboli dei miti, come quelli 
dei nostri sogni,  aprono le porte che conducono alle dimensioni del sacro. 
Sono metafore che descrivono il grande disegno dell’universo. E come i sogni, 
le tecniche divinatorie e i rituali aiutano a svelare questa verità.  Sono uno 
specchio in cui possiamo scoprire di incarnare il divino. 
Questo era il senso degli antichi testi ermetici e della sibillina frase di Ermete 
Trismegisto: “Come in alto, così in basso”.  Sulla terra, come in cielo.  Con una 
sintesi perfetta, egli unì la macrorealtà dello spazio, del tempo, dell’universo, a 
quella di livello infinitesimale delle particelle subatomiche. Unì il mondo 
visibile all’invisibile. Quando Giordano Bruno (1584) parlava di “infiniti 
mondi”, forse non si riferiva solo a ciò che il nostro sguardo riesce a cogliere, 
ma ai mondi “invisibili”, alle dimensioni celate ai nostri sensi e tuttavia 
esistenti, di cui solo pochi grandi iniziati hanno avuto l’intuizione o la 
conoscenza precisa.  
La materia che scolpisce il mondo, e con esso l’uomo, - dice Bergson (1907-
1919) - è un flusso indiviso attraversato da energia spirituale. L’energia è 
qualcosa che è intorno a noi, dentro di noi, è noi. E’ l’élan vital. Lavorare con 
l’energia, in armonia col cosmo, è la nuova magia, la scienza del mondo sottile 
che dà vesti scientifiche all’antica magia. 
La capacità di muovere le energie è insita nell’essere umano, ma occorre che 
l’uomo accantoni la presunzione di considerarlo un suo potere. Sono forze non 

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Stregoneria e etnopsichiatria nell'Africa Nera

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Informazioni tesi

  Autore: Matilde Peronaci
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1999-00
  Università: Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM)
  Facoltà: Lingue e Letterature Straniere
  Corso: Lingue e Letterature Straniere
  Relatore: Antonella Delle Fave
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 256

FAQ

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