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Studio della turbolenza della frequenza cardiaca nei pazienti affetti da sindrome delle apnee ostruttive

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 bassa frazione di eiezione ventricolare, che è la misura della quantità di sangue pompata dai 
ventricoli in ogni battito. Un cuore sano pompa 55% o più del suo sangue in ogni battito. 
Persone a rischio di morte cardiaca improvvisa hanno frazioni di eiezione inferiori al 40%, 
spesso associate a tachicardia ventricolare [7].  
 
La prevenzione della morte improvvisa aritmica si distingue in primaria e secondaria. Viene 
definita primaria una terapia prescritta al fine di prevenire un’aritmia ventricolare sostenuta in 
soggetti che non hanno ancora sofferto di aritmie ventricolari minacciose, ma che sono 
comunque ad alto rischio di svilupparle. Una terapia raccomandata per soggetti, che sono già 
stati rianimati da un precedente episodio potenzialmente mortale, viene definita invece 
secondaria. Tale prevenzione può essere ottenuta tramite profilassi farmacologica o mediante 
un dispositivo automatico impiantabile (ICD). 
La profilassi farmacologica prevede la somministrazione di farmaci antiaritmici, dato che in 
genere la morte improvvisa è causata da aritmie ventricolari. I farmaci più comunemente 
impiegati sono i betabloccanti, omega-3, statine e farmaci in grado di intervenire sull’asse 
renina–angiotensina–aldosterone [8]. Tale sistema è un meccanismo ormonale che regola la 
pressione sanguigna, il volume plasmatico circolante ed il tono della muscolatura arteriosa 
attraverso la produzione e la secrezione di angiotensina II. Pur essendo efficace, numerosi 
studi prospettici hanno dimostrato che il trattamento con defibrillatore cardiaco impiantabile 
(ICD) lo è maggiormente, essendo in grado di ridurre la mortalità totale rispetto a una terapia 
farmacologica ottimale nei soggetti con ridotta funzione ventricolare sinistra.  
Attualmente, si cerca di determinare quali pazienti possano maggiormente beneficiare di un 
ICD, sia per ridurre al minimo il rischio di morte improvvisa, sia per evitare rischi e spese 
dovute ad indicazioni inappropriate. È dunque fondamentale avere gli strumenti per 
stratificare, rapidamente e con precisione, il livello di rischio del paziente. Sia test non invasivi 
che invasivi sono stati utilizzati allo scopo di stratificare il rischio di morte improvvisa [20]. I 
tradizionali indicatori di rischio sono la frazione di eiezione del ventricolo sinistro (LVEF), la 
variabilità del ritmo cardiaco (HRV), la frequenza cardiaca media, la sensibilità barocettiva. 
Accanto agli indicatori tradizionali, nel 1999 è stato introdotto nell’elettrocardiologia da 
Schmidt l’Heart Rate Turbulence (HRT), per la stratificazione del rischio e la previsione della 
morte cardiaca aritmica improvvisa in pazienti con pregresso infarto del miocardio. Da allora è 
stato dimostrato che l’HRT ha anche un valore prognostico anche nei pazienti affetti da 
malattie diverse [10].

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Informazioni tesi

  Autore: Antonio Pappalardo
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Napoli - Federico II
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria biomedica
  Relatore: Mario Cesarelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 83

FAQ

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frequenza cardiaca
sindrome delle apnee ostruttive
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apnee ostruttive

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