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Terme Romane e Vita Quotidiana

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Anteprima della tesi: Terme Romane e Vita Quotidiana, Pagina 3
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Per esempio, in assenza della diffusione di cucine private, le comunità romane 
tendevano ad avere un gran numero di osterie e luoghi pubblici in cui mangiare, distribuiti in 
modo da servire le parti più popolate della città. 
 Le latrine pubbliche, allo stesso modo, mostrano un grado di apertura che è scioccante 
per la moderna sensibilità. C’erano molti “sedili multipli”, in cui ognuno poteva fare i propri 
bisogni in piena vista degli altri e non c’era differenziazione tra uomini e donne. 
In questo contesto la popolarità dei bagni diventa più comprensibile: fare il bagno non 
era solo un piacere, ma una primaria necessità. Senza bagni nelle loro residenze la 
maggioranza poteva beneficiare solo degli impianti pubblici (a meno che non utilizzasse il 
mare o fiumi, dove era possibile). 
I bagni pubblici quindi avevano una funzione necessaria, grossomodo come i bar o le 
taverne, e a causa della loro necessità si accrebbe anche la loro popolarità. Soprattutto nel 
periodo che va approssimativamente dal 100 a.C. al 100 d.C. l’entusiasmo per questa attività 
di balneazione e socializzazione arrivò al massimo ed è dunque su questo periodo che anche 
la mia dissertazione si è concentrata. 
Numerose fonti epigrammatiche, primi fra tutti gli scritti di Marziale, ci hanno fatto 
conoscere la vita che vi si svolgeva e l’apprezzamento che le terme riscuotevano nella 
mentalità corrente. Già nella tarda repubblica si osservarono diverse tendenze atte a creare 
uno scenario favorevole per lo sviluppo del culto del bagno; in primo luogo ci fu un aumento 
di ricchezza e ostentazione pubblica. Il primo secolo a.C. fu l’epoca di uomini facoltosi come 
M. Licinio Crasso, L. Licinio Lucullo, C. Giulio Cesare e Pompeo Magno, la cui immensa 
ricchezza superava di gran lunga quella di qualsiasi dei loro predecessori. Essi investirono le 
loro ricchezze nelle costruzioni, con il conseguente proliferare di ricche ville e un progressivo 
aumento del lusso attestato dal consumo di cibi esotici e vino, abitudini che erano state 
marginali in età repubblicana, ma che divennero sempre più diffuse nel primo periodo 
imperiale. Il gusto per la ricchezza tuttavia non era limitato alla sfera privata: spesso venivano 
patrocinate manifestazioni pubbliche come giochi e spettacoli. 
Pompeo sponsorizzò i più stravaganti combattimenti di gladiatori che Roma avesse 
mai visto e fece costruire il primo teatro in pietra della città, circondato da giardini e da un 
porticato decorato con famose statue greche e dipinti. Per non essere da meno, il suo rivale 
Cesare  organizzò il più grande piano di costruzione per la città. Già nel precedente secolo il 
marmo era stato introdotto a Roma come materiale per le strutture pubbliche, ma nel primo 
secolo a.C. il suo uso si diffuse.

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Terme Romane e Vita Quotidiana

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Informazioni tesi

  Autore: Ilaria Cacozza
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi della Calabria
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze Filosofiche
  Relatore: Alessandro Cristofori
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 113

FAQ

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