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Terme Romane e Vita Quotidiana

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Anteprima della tesi: Terme Romane e Vita Quotidiana, Pagina 9
8 
 
fuoco che servivano anche la cucina, formati da uno spogliatoio e da un caldario. Nel secondo 
caso si avevano più locali che comunicavano con il giardino porticato dove, ad imitazione dei 
ginnasi greci, si potevano svolgere attività culturali, fare passeggiate o prendere bagni di 
sole
8
.  
Molto poco si sa sugli impianti pubblici a Roma nel II sec. a.C. o prima. Da 
testimonianze letterarie (ad esempio Plauto
9
 fa diversi riferimenti a terme pubbliche e in tre 
occasioni nomina i balneatores, personale addetto alla conduzione degli impianti termali) 
pare abbastanza sicuro che nel II secolo a.C. le terme pubbliche facessero parte del panorama 
cittadino e delle abitudini degli abitanti. Tutti quelli che non potevano permettersi un bagno 
privato, cioè la stragrande maggioranza della popolazione, pagando pochi assi potevano 
usufruire degli impianti pubblici. Nella tarda repubblica l’afflusso agli impianti collettivi era 
abbastanza intenso e diversi fiutarono i vantaggi economici che si potevano trarre dalla 
riscossione degli ingressi o dall’affitto degli stabilimenti. Gli investimenti immobiliari urbani 
cominciarono a comprendere quindi gli edifici termali
10
.  
L’abitudine di recarsi ai bagni fu sempre più popolare e le terme diventarono sinonimo 
stesso della piacevolezza della vita cittadina. Tale pratica doveva essere facilitata dalle 
elargizioni verso il popolo fatte dai magistrati o dai cittadini più facoltosi
11
. 
                                                
8
 PAPI 1999 p. 702-703. 
9
 Plauto, Truculento, 322-330: DIN. Piscis ego credo, qui usque dum vivont lavant, / minus diu lavare quam haec 
lavat Phronesium. / si proinde amentur, mulieres diu quam lavant, / omnes amantes balneatores sient. / AST. 
Non quis parumper durare opperirier? / DIN. Quin hercle lassus iam sum durando miser: / mihi quoque prae 
lassitudine opus est <ut> lavem./ sed obsecro hercle, Astaphium, <i> intro ac nuntia / me adesse, ut properet 
suade, iam ut satis laverit. (“DINIARCO. Io credo che manco i pesci, che finché campano si fanno il bagno, se 
lo facciano così lungo come se lo fa Fronesio. Se per fare all’amore le donne ci impiegassero lo stesso tempo che 
ci mettono per farsi il bagno, tutti gli amanti dovrebbero trasformarsi in bagnini. ASTAFIO. Ma non sei capace 
di resistere ad aspettare un momentino? DINIARCO. All’anima se non mi sono sfinito a resistere, povero me! 
Ormai sono così stanco che mi ci vorrebbe proprio un bagno, pure a me. Ma ti supplico, per carità, Astafio, va’ 
dentro e annunciale che ci sono io; vedi di farle capire che è ora che si sbrighi dato che di bagno se ne è fatto 
proprio abbastanza”).  Cf. anche Asinaria, 357: «e in balineas iturust, inde hue veniet postea» (“Sta per andare 
nei bagni, quindi qui verrà in seguito”); Mere. 125: «Numquam edepol omnes balineae mihi hanc lassitudinem 
eximent» (“Giammai tutti i bagni mi toglieranno questa stanchezza); Persa, 90: «Lautum credo e balineis iam ad 
futurum» (“Credo che ormai mi asterrò dai bagni); Poen., 976: «Numnam in balineis circumductustpallio?» 
(“Forse nei bagni è avvolto in un manto?); Rud., 383: «Sein tu? Etiam qui it lavatum in balineas, cum ibi 
sedulosua vestimenta servai-» (“Anche lui va a lavarsi nei bagni, ho conservato accuratamente i suoi vestiti”), 
Trin., 406: «Comessum, expotum, exu<notum, elotum in balineis» (“Nelle terme si mangia, si beve, ci si veste, ci 
si lava”). 
10
 PAPI 1999, p. 721. 
11
 Per alcuni esempi di queste pretiche evergetiche si rimanda al cap. II di queste dissertazione.
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Terme Romane e Vita Quotidiana

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Informazioni tesi

  Autore: Ilaria Cacozza
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi della Calabria
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze Filosofiche
  Relatore: Alessandro Cristofori
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 113

FAQ

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