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Tool e metodologie informatiche per il contrasto alla pedofilia online ed alla pedo-pornografia

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Anteprima della tesi: Tool e metodologie informatiche per il contrasto alla pedofilia online ed alla pedo-pornografia, Pagina 11
3.4 Disciplina delle attività di contrasto 
La Legge 269/1998 ha aperto la strada ad un utilizzo molto ampio delle 
indagini informatiche sotto copertura svolte dalle forze di Polizia, attraverso la 
figura degli agenti provocatori e dei siti web civetta. L’art. 14 della Legge, 
denominato “Attività di contrasto”, stabilisce al primo comma che, nell’ambito 
di operazioni disposte dal questore o da un responsabile di livello almeno 
provinciale, gli ufficiali di Polizia Giudiziaria delle strutture specializzate 
possono, previa autorizzazione dell’autorità giudiziaria, al solo fine di acquisire 
elementi di prova in ordine ai delitti di cui agli articoli 600 - bis, primo comma, 
600 - ter, commi primo, secondo e terzo, e 600 - quinquies del codice penale, 
procedere all’acquisto simulato di materiale pornografico ed alle relative 
attività di intermediazione. 
Il secondo comma precisa, inoltre, che, nello svolgimento dei compiti di 
Polizia delle Comunicazioni, l’organo del Ministero dell’Interno per la 
sicurezza e la regolarità dei servizi di telecomunicazioni svolge le attività 
opportune per il contrasto dei reati, di cui al primo comma, commessi 
utilizzando sistemi informatici o reti di telecomunicazioni disponibili al 
pubblico. A tal fine, il personale addetto può compiere azioni di copertura, 
anche per attivare siti nelle reti, realizzare o gestire aree di comunicazione, 
scambio su reti o sistemi telematici. 
E’ importante fare una distinzione tra la figura dell’agente infiltrato (c.d. 
“undercover”) e quella dell’agente provocatore. Il primo è colui che, fa parte 
delle Forze di Polizia o collabora formalmente con esse, pone - nell’ambito di 
un’attività investigativa ufficiale - una condotta di mera osservazione e di 
contenimento dell’altrui attività illecita. L’agente c.d. “infiltrato” si inserisce in 
una o più attività penalmente illecite o rilevanti col solo obbiettivo di 
raccogliere prove su reati a carico di persone che li abbiano commessi, ovvero 
di far cogliere in flagranza i responsabili di uno o più delitti, ma non 
assumendo un ruolo attivo nella commissione degli stessi. L’agente 
provocatore invece è colui che - pur trovandosi nelle stesse condizioni 
dell’agente “infiltrato” - a differenza del primo, pone in essere una condotta 
“attiva”, ossia di induzione, ideazione ed esecuzione di uno o più fatti 
penalmente illeciti. 
 

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Informazioni tesi

  Autore: Angela Spanti
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Messina
  Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  Corso: Informatica
  Relatore: Giovanni Pizzimenti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 105

FAQ

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Parole chiave

computer forensics
cyber pedofilo
informatica forense
pedo-pornografia
pedofilia
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