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Tra pubblico e privato: il ruolo della Banca Commerciale Italiana nell'espansionismo italiano nei Balcani tra le due guerre

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impose ai produttori di carbone prezzi controllati e nel 1918 la totalità 
dei macelli e del commercio all’ingrosso passò sotto il suo controllo. 
In Germania la gestione dell’economia di guerra fu particolarmente 
complessa e accurata e si configurò come un nuovo modello 
economico
25
. Con la creazione nel 1914 del  Kriegsrohstoffabteilung 
(in sigla KRA, in italiano Ufficio per l'approvvigionamento delle 
materie prime di guerra) guidato da Walther Rathenau, l’economia 
tedesca fu militarizzata  e l’attività delle industrie produttrici di beni di 
consumo civili limitata, allo scopo di dirottare la forza lavoro verso 
settori strategici. Il KRA fu uno dei primi esempi di organizzazione su 
vasta scala dell’economia di un paese industrializzato e fu, inoltre, per 
Lenin e gli economisti sovietici il modello per i successivi esperimenti 
di socializzazione e organizzazione della vita economica
26
. In Italia, il 
Mistero delle Armi e Munizioni creò nel 1915 il Comitato per la 
Mobilitazione Industriale che nel 1918 gestì direttamente quasi 
duemila stabilimenti industriali e occupò 600.000 persone
27
. Grazie 
alle commesse statali, le industrie direttamente coinvolte ottennero 
profitti elevatissimi; l’economia di guerra favorì, inoltre, la 
concentrazione e la creazione di grandi gruppi industriali nel settore 
siderurgico, navale e meccanico. Anche in virtù dei suoi contatti con il 
mondo della politica, la FIAT di Giovanni Agnelli divenne, alla fine 
della guerra, la terza azienda d’Italia, passando da 4.000 e 10.000 
occupati proprio negli anni del conflitto
28
. L’Ansaldo, dai 6.000 operai 
anteguerra, arrivò a 56.000 occupati, più altri 50.000 nelle aziende 
affiliate
29
. Alla fine della guerra il 30-40% del Pil dei paesi 
belligeranti fu, in diverso modo, controllato allo Stato. Il ritorno 
all’economia di pace fu un processo che segnò tutta la prima parte 
degli anni Venti. 
                                              
25
 I. T. Berend, Storia Economica...., p. 55. 
26
 Cfr. H. Kessler, Walther Rathenau, Mulino, Bologna 1995. 
27
 V. Zamagni, Lo stato italiano e l'economia, Le Monnier, Firenze, 1981, p. 25.                 
28
 I. T. Berend, Storia Economica…, p. 32. 
29
 V. Zamagni, Lo stato italiano... p. 25.
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Informazioni tesi

  Autore: Alessandro Iacopini
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Roma Tor Vergata
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Storia
  Relatore: Daniela  Felisini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 167

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fascismo
mussolini
storia economica
storia contemporanea
balcani
politica estera italiana
versailles
banca commerciale italiana
neocolonialismo italiano
periodo interbellico

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