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Traduzione e commento di ''Horror at Suicide Terrorism'' dal saggio di Talal Asad ''On Suicide Bombing''

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of fear that we call “terror”. If fearlessness is a possible alternative to terror, there is no parallel 
alternative to horror. I want to stress that in this sense horror applies not only to the perception that 
our own identities are precarious but also those of other humans – and not only the identity of 
individual humans but also that of human ways of life. As understood here, horror is not essentially 
a genre – the horror film or novel – that articulates a plot: sudden discovery of evil, fear of disaster. 
Horror is a state of being that is felt. Horror explodes the imaginary, the space within which the 
flexible persona demonstrates to itself its identity. 
   Let me concretize the idea of horror by reference to published accounts of suicide operations. The 
accounts typically refer to the sudden shattering and mingling of physical objects and human 
Here is a long description of such an event in Jerusalem: 
With my back turned to the door as I sat at the counter of a pizza parlor waiting for my order, I didn‟t 
see a man try to enter with a backpack slung over his shoulder. The pack contained a bomb. When a 
suspicious guard turned him away, the man ran to the door of the coffeehouse 20 feet away and blew 
himself up as two guards rushed him, shouting, “Duck, everybody!” I saw a flash out of the corner of 
my eye and an instant later heard the crack of an explosion. I knew instantly a suicide bomber had 
struck. “Damn, they‟ve hit Jerusalem,” I thought as I ran toward the door. The eerie silence in the 
immediate aftermath was broken first by the sound of a woman‟s whimper blossoming into a full-
blown scream. As I hit the five or six steps down to the street, a woman in shock swept past me with 
her arm extended, looking at her bloody hand as though it were a foreign object. The first thing I saw 
was the severed, bloody head of the suicide bomber, sitting upright in the middle of the street like a 
Halloween fright mask. The sight was confirmation of an ugly truth I had learned from Israeli police 
spokesman Gil Kleiman at the day‟s first bombing. “The weakest part of your body is your neck,” 
Kleiman told me after a worker had climbed a 20-foot ladder to retrieve the bomber‟s head, which the 
blast had torn from his body. The acrid smell of dynamite and burned hair was in the air. In the 
coffeehouse, the walls were charred and the floor was littered with shattered furniture. There was no 
  A fluorescent light glowed behind the counter. “Stop looking around. Do something. Help,” I told 
myself. Two feet away on the asphalt was a woman, her skin ghostly pale. Later, from newspaper 
photos, I learned the woman‟s name was Nava Applebaum. Her father was the emergency room 
director of a hospital and a specialist in treating suicide bombing victims. He had met Nava there to 
have a father-daughter talk on the eve of her wedding. For her wedding, the 50-year-old Cleveland-
born doctor had prepared a book with sayings from family members and himself, biblical passages and 
marital advice. Twisted bodies. 
Applebaum, 20, was curled on her side gasping for breath, her father‟s body eight feet away, his back 
and head smoldering. I wasn‟t sure what the force of the blast had done to her internal organs, but 
either the concussion of the blast or her collision with the pavement had twisted her left arm at the 
shoulder and elbow in a direction a limb is not intended to go. The heat of the blast had singed her hair 
gray. I huddled next to her and pressed my fingers against two dime-sized holes that shrapnel had torn 
in her neck…..As ambulances arrived and Israeli police and rescue workers responded, I yelled to 
catch their attention. One worker, then two, joined me. One felt for a pulse. His shoulders sagged. 
Nava was dead, along with six others. They placed her body on a gurney and rushed it away.10 
   The account I have just quoted reflects feelings of anger, distress, and compassion. But one gets a 
glimpse of something else, too, a sense of something distinct from sympathy for the suffering of 
victims and survivors or from outrage at the destruction of human life: the woman‟s bloody hand is 
described as an alien thing; the bomber‟s head in the street as a fright mask; a man‟s back and head 
burn like coal; his daughter‟s arm is not a natural limb. One is presented here not just with a scene 
 News story by Craig Nelson in the Atlanta Journal-Constitution, September 14, 2003, p. 5A. 
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Traduzione e commento di ''Horror at Suicide Terrorism'' dal saggio di Talal Asad ''On Suicide Bombing''


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Informazioni tesi

  Autore: Giovanna Regali
  Tipo: Tesi di Master
Master in Master di II livello in Traduzione di testi post-coloniali in lingua inglese:letteratura,saggistica,teatro e cinema
Anno: 2007
Docente/Relatore: Antonio Perri
Istituito da: Università degli Studi di Pisa
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 81


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Parole chiave

11 settembre 2001
attacchi terroristici
guerra al terrore
scontro di civiltà
talal asad
terrorismo sucida

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