Skip to content

Traduzione e commento di ''Horror at Suicide Terrorism'' dal saggio di Talal Asad ''On Suicide Bombing''

Gratis La preview di questa tesi è scaricabile gratuitamente in formato PDF.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline. L'iscrizione non comporta alcun costo: effettua il Login o Registrati.

Anteprima della tesi: Traduzione e commento di ''Horror at Suicide Terrorism'' dal saggio di Talal Asad ''On Suicide Bombing'', Pagina 5
 5 
of fear that we call “terror”. If fearlessness is a possible alternative to terror, there is no parallel 
alternative to horror. I want to stress that in this sense horror applies not only to the perception that 
our own identities are precarious but also those of other humans – and not only the identity of 
individual humans but also that of human ways of life. As understood here, horror is not essentially 
a genre – the horror film or novel – that articulates a plot: sudden discovery of evil, fear of disaster. 
Horror is a state of being that is felt. Horror explodes the imaginary, the space within which the 
flexible persona demonstrates to itself its identity. 
   Let me concretize the idea of horror by reference to published accounts of suicide operations. The 
accounts typically refer to the sudden shattering and mingling of physical objects and human 
bodies.  
 
 
Here is a long description of such an event in Jerusalem: 
 
 
With my back turned to the door as I sat at the counter of a pizza parlor waiting for my order, I didn‟t 
see a man try to enter with a backpack slung over his shoulder. The pack contained a bomb. When a 
suspicious guard turned him away, the man ran to the door of the coffeehouse 20 feet away and blew 
himself up as two guards rushed him, shouting, “Duck, everybody!” I saw a flash out of the corner of 
my eye and an instant later heard the crack of an explosion. I knew instantly a suicide bomber had 
struck. “Damn, they‟ve hit Jerusalem,” I thought as I ran toward the door. The eerie silence in the 
immediate aftermath was broken first by the sound of a woman‟s whimper blossoming into a full-
blown scream. As I hit the five or six steps down to the street, a woman in shock swept past me with 
her arm extended, looking at her bloody hand as though it were a foreign object. The first thing I saw 
was the severed, bloody head of the suicide bomber, sitting upright in the middle of the street like a 
Halloween fright mask. The sight was confirmation of an ugly truth I had learned from Israeli police 
spokesman Gil Kleiman at the day‟s first bombing. “The weakest part of your body is your neck,” 
Kleiman told me after a worker had climbed a 20-foot ladder to retrieve the bomber‟s head, which the 
blast had torn from his body. The acrid smell of dynamite and burned hair was in the air. In the 
coffeehouse, the walls were charred and the floor was littered with shattered furniture. There was no 
movement. 
  A fluorescent light glowed behind the counter. “Stop looking around. Do something. Help,” I told 
myself. Two feet away on the asphalt was a woman, her skin ghostly pale. Later, from newspaper 
photos, I learned the woman‟s name was Nava Applebaum. Her father was the emergency room 
director of a hospital and a specialist in treating suicide bombing victims. He had met Nava there to 
have a father-daughter talk on the eve of her wedding. For her wedding, the 50-year-old Cleveland-
born doctor had prepared a book with sayings from family members and himself, biblical passages and 
marital advice. Twisted bodies. 
Applebaum, 20, was curled on her side gasping for breath, her father‟s body eight feet away, his back 
and head smoldering. I wasn‟t sure what the force of the blast had done to her internal organs, but 
either the concussion of the blast or her collision with the pavement had twisted her left arm at the 
shoulder and elbow in a direction a limb is not intended to go. The heat of the blast had singed her hair 
gray. I huddled next to her and pressed my fingers against two dime-sized holes that shrapnel had torn 
in her neck…..As ambulances arrived and Israeli police and rescue workers responded, I yelled to 
catch their attention. One worker, then two, joined me. One felt for a pulse. His shoulders sagged. 
Nava was dead, along with six others. They placed her body on a gurney and rushed it away.10 
 
 
 
   The account I have just quoted reflects feelings of anger, distress, and compassion. But one gets a 
glimpse of something else, too, a sense of something distinct from sympathy for the suffering of 
victims and survivors or from outrage at the destruction of human life: the woman‟s bloody hand is 
described as an alien thing; the bomber‟s head in the street as a fright mask; a man‟s back and head 
burn like coal; his daughter‟s arm is not a natural limb. One is presented here not just with a scene 
                                                 
10
 News story by Craig Nelson in the Atlanta Journal-Constitution, September 14, 2003, p. 5A. 
Sitografia automatica

Non sei sicuro di avere citato tutte le fonti?
Evita il plagio! Grazie all'elenco dei link rilevati puoi controllare di aver fatto un buon lavoro

Preview dalla tesi:

Traduzione e commento di ''Horror at Suicide Terrorism'' dal saggio di Talal Asad ''On Suicide Bombing''

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista

Informazioni tesi

  Autore: Giovanna Regali
  Tipo: Tesi di Master
Master in Master di II livello in Traduzione di testi post-coloniali in lingua inglese:letteratura,saggistica,teatro e cinema
Anno: 2007
Docente/Relatore: Antonio Perri
Istituito da: Università degli Studi di Pisa
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 81

FAQ

Per consultare la tesi è necessario essere registrati e acquistare la consultazione integrale del file, al costo di 29,89€.
Il pagamento può essere effettuato tramite carta di credito/carta prepagata, PayPal, bonifico bancario.
Confermato il pagamento si potrà consultare i file esclusivamente in formato .PDF accedendo alla propria Home Personale. Si potrà quindi procedere a salvare o stampare il file.
Maggiori informazioni
Ingiustamente snobbata durante le ricerche bibliografiche, una tesi di laurea si rivela decisamente utile:
  • perché affronta un singolo argomento in modo sintetico e specifico come altri testi non fanno;
  • perché è un lavoro originale che si basa su una ricerca bibliografica accurata;
  • perché, a differenza di altri materiali che puoi reperire online, una tesi di laurea è stata verificata da un docente universitario e dalla commissione in sede d'esame. La nostra redazione inoltre controlla prima della pubblicazione la completezza dei materiali e, dal 2009, anche l'originalità della tesi attraverso il software antiplagio Compilatio.net.
  • L'utilizzo della consultazione integrale della tesi da parte dell'Utente che ne acquista il diritto è da considerarsi esclusivamente privato.
  • Nel caso in cui l'Utente volesse pubblicare o citare una tesi presente nel database del sito www.tesionline.it deve ottenere autorizzazione scritta dall'Autore della tesi stessa, il quale è unico detentore dei diritti.
  • L'Utente è l'unico ed esclusivo responsabile del materiale di cui acquista il diritto alla consultazione. Si impegna a non divulgare a mezzo stampa, editoria in genere, televisione, radio, Internet e/o qualsiasi altro mezzo divulgativo esistente o che venisse inventato, il contenuto della tesi che consulta o stralci della medesima. Verrà perseguito legalmente nel caso di riproduzione totale e/o parziale su qualsiasi mezzo e/o su qualsiasi supporto, nel caso di divulgazione nonché nel caso di ricavo economico derivante dallo sfruttamento del diritto acquisito.
  • L'Utente è a conoscenza che l'importo da lui pagato per la consultazione integrale della tesi prescelta è ripartito, a partire dalla seconda consultazione assoluta nell'anno in corso, al 50% tra l'Autore/i della tesi e Tesionline Srl, la società titolare del sito www.tesionline.it.
L'obiettivo di Tesionline è quello di rendere accessibile a una platea il più possibile vasta il patrimonio di cultura e conoscenza contenuto nelle tesi.
Per raggiungerlo, è fondamentale superare la barriera rappresentata dalla lingua. Ecco perché cerchiamo persone disponibili ad effettuare la traduzione delle tesi pubblicate nel nostro sito.

Scopri come funziona »

DUBBI? Contattaci

Contatta la redazione a
[email protected]

Ci trovi su Skype (redazione_tesi)
dalle 9:00 alle 13:00

Oppure vieni a trovarci su

Parole chiave

11 settembre 2001
antropologia
attacchi terroristici
bibbia
crocifissione
esplosioni
guerra
guerra al terrore
inglese
islam
israele
occidente
orrore
postcoloniale
saggistica
scontro di civiltà
talal asad
terrorismo sucida
traduzione
uccisione

Non hai trovato quello che cercavi?


Abbiamo più di 45.000 Tesi di Laurea: cerca nel nostro database

Oppure consulta la sezione dedicata ad appunti universitari selezionati e pubblicati dalla nostra redazione

Ottimizza la tua ricerca:

  • individua con precisione le parole chiave specifiche della tua ricerca
  • elimina i termini non significativi (aggettivi, articoli, avverbi...)
  • se non hai risultati amplia la ricerca con termini via via più generici (ad esempio da "anziano oncologico" a "paziente oncologico")
  • utilizza la ricerca avanzata
  • utilizza gli operatori booleani (and, or, "")

Idee per la tesi?

Scopri le migliori tesi scelte da noi sugli argomenti recenti


Come si scrive una tesi di laurea?


A quale cattedra chiedere la tesi? Quale sarà il docente più disponibile? Quale l'argomento più interessante per me? ...e quale quello più interessante per il mondo del lavoro?

Scarica gratuitamente la nostra guida "Come si scrive una tesi di laurea" e iscriviti alla newsletter per ricevere consigli e materiale utile.


La tesi l'ho già scritta,
ora cosa ne faccio?


La tua tesi ti ha aiutato ad ottenere quel sudato titolo di studio, ma può darti molto di più: ti differenzia dai tuoi colleghi universitari, mostra i tuoi interessi ed è un lavoro di ricerca unico, che può essere utile anche ad altri.

Il nostro consiglio è di non sprecare tutto questo lavoro:

È ora di pubblicare la tesi