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Tutela internazionale dei beni culturali

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Anteprima della tesi: Tutela internazionale dei beni culturali, Pagina 5
nel diritto consuetudinario della guerra. I tempi per un tale progetto non erano ancora 
maturi e nessun capo di Stato europeo volle essere il primo a firmare la Dichiarazione 
senza l'assicurazione di rigide condizioni di reciprocità. Fu invece istituito un comitato 
internazionale di giuristi, incaricato di studiare le regole della guerra da proporre ai 
regolamenti militari. I lavori del comitato si conclusero nel 1880 con il Manuale di 
Oxford riguardante le leggi e gli usi della guerra terrestre, destinato a fare da esempio 
per i futuri regolamenti in materia.3 
 
Il 29 luglio 1899 venne approvata la Convenzione dell'Aja sugli usi della guerra 
terrestre, che prevedeva l'obbligo di provvedere con misure di sicurezza adeguate alla 
salvaguardia di edifici consacrati (ai culti, alle arti ed alle scienze) e di monumenti 
storici, se non venivano al contempo usati per scopi militari. La convenzione proibiva 
categoricamente ogni furto, saccheggio o razzia e vietava di attaccare o bombardare 
centri urbani privi di difese.4 
 
Ben 55 anni più tardi venne approvata la Convenzione dell'Aja per la protezione dei 
beni culturali in caso di conflitto armato (il 14 maggio 1954), che introdusse tre nuovi 
concetti:  
o Il bene culturale non appartiene né allo Stato né all'individuo che lo detiene, ma 
all'umanità intera e per essa deve essere protetto e conservato; 
o il bene culturale non e’ più oggetto di saccheggio o moneta di scambio (per il 
pagamento dei danni di guerra), ma e’ anch’esso una vittima della guerra; 
o il bene culturale deve essere identificato con una segnaletica internazionale 
unificata (Scudo blu, ripetuto tre volte).5 
 
Assieme alla convenzione vennero introdotti anche un Regolamento (definisce le regole 
per l'iscrizione nel registro internazionale dei beni culturali sotto protezione speciale) ed 
un Protocollo (stabilisce le norme che impediscono l'esportazione illecita di beni dal 
territorio occupato e regolano le richieste di restituzione una volta cessate le ostilità). Il 
Secondo Protocollo alla convenzione venne poi approvato nel 1999 con lo scopo di 
migliorare la protezione ed istituire una protezione rinforzata per alcuni tipi di beni 
culturali. 
                                                                            
3
 Ravasi, Carcione, n.d., str. 86 
4
 Petrič Magdalena, Mednarodno pravno varstvo kulturne dediščine, Ljubljana, 2000,str. 8 
5
 Ravasi, Carcione, n.d., str. 191 
17

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Tutela internazionale dei beni culturali

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Informazioni tesi

Traduttore: Natasja Nikolic
  Tipo: Traduzione
  Anno: 2009-10
  Università: Universita di Maribor, Slovenia
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Silvo Devetak
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 103

Questo documento è una traduzione dall'originale:

"Mednarodno pravno varstvo kulturne dediščine"

FAQ

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