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Un nuovo strumento per la pianificazione in Lombardia - La perequazione a Darfo Boario Terme

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Anteprima della tesi: Un nuovo strumento per la pianificazione in Lombardia - La perequazione a Darfo Boario Terme, Pagina 11
La legge ponte introduce anche un nuovo strumento attuativo, il piano di lottizzazione 
convenzionato (PLC), ad iniziativa privata. Tale piano prevede l’obbligo per il proprietario 
di cedere tutte le aree per l’urbanizzazione primaria e una parte di quelle da destinare 
all’urbanizzazione secondaria e di pagare i relativi oneri. 
Il Governo dà facoltà ai Comuni di rinviare l’applicazione della legge di un anno, durante 
il quale la maggior parte dei Comuni, che avevano facoltà di applicare le nuove norme 
oppure di mantenere le vecchie, ha concesso un numero esagerato di licenze edilizie, che 
hanno condizionato l’urbanistica per molti anni. 
 
La legge ponte ha portato certamente delle innovazioni importanti, ma ha anche creato una 
situazione di disparità tra i diversi proprietari che si è trascinata fino ai giorni nostri, il 
“doppio regime dei suoli”, intendendo per esso la differenza che si crea tra le aree 
sottoposte a vincolo, quindi inedificabili, e quelle che possono essere edificate rispettando 
le previsioni del PRG.  
 
Le disparità tra i proprietari di aree libere e i proprietari di aree soggette a vincolo aumentò 
sempre di più anche causa dei tentativi che lo stato fece di ridimensionare gli indennizzi di 
esproprio. 
E’ importante inoltre ricordare che la Legge Urbanistica, nell’art.40 dichiarava la non 
indennizzabilità del vincolo di esproprio e rimandava sia la definizione che il pagamento 
dell’indennità al momento dell’esproprio, quando il Comune decide di realizzare l’opera. 
Un cambiamento importante fu prodotto dalla sentenza n.55 del 29 maggio 1968, che 
dichiara illegittimi quegli articoli della Legge Urbanistica che non prevedevano 
l’immediato indennizzo dei vincoli. 
La Legge Urbanistica fu giudicata iniqua: i proprietari delle aree divenute edificabili grazie 
alle scelte discrezionali del piano regolatore potevano costruire e le loro aree erano 
aumentate di valore proprio a causa di tali scelte urbanistiche, dallo sviluppo dell’abitato e 
dalla realizzazione delle infrastrutture a spese della collettività; i proprietari di aree che 
avevano subito il vincolo di esproprio non potevano costruire e in futuro perderanno i loro 
immobili, e non percepiranno nemmeno un indennizzo per la perdita di valore delle loro 
aree, proprio a causa dell’imposizione dei vincoli avente durata indeterminata. 
Negli anni successivi, l’attenzione si spostò sulle conseguenze derivanti dai vincoli sul 
diritto di proprietà e in particolare sulla necessità o meno di un indennizzo. 
 
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Informazioni tesi

  Autore: Michela Pelamatti
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Politecnico di Milano
  Facoltà: Architettura
  Corso: Architettura
  Relatore: Annapaola Canevari
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 212

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