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Un nuovo strumento per la pianificazione in Lombardia - La perequazione a Darfo Boario Terme

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Anteprima della tesi: Un nuovo strumento per la pianificazione in Lombardia - La perequazione a Darfo Boario Terme, Pagina 15
e per arrivare a questo risultato trasforma la vecchia licenza in “concessione” edilizia, e già 
dal termine usato si può capire che si intendeva diffondere l’idea che ciò consisteva 
nell’attribuzione “ex novo” di un diritto piuttosto che la rimozione di un ostacolo al suo 
esercizio. 
Si afferma che ogni attività che porti ad una trasformazione del territorio comunale deve 
partecipare agli oneri ad essa relativi , e introduce un contributo per il rilascio della 
concessione, che poteva essere visto come una sorta di corrispettivo per la concessione 
dello “jus aedificandi”. 
Gli oneri che il costruttore deve pagare sono calcolati in base al volume costruito, al tipo di 
destinazione d’uso, alle sue caratteristiche, alla posizione rispetto al territorio comunale, al 
fatto che l’intervento sia più o meno remunerativo ecc. 
 
Per avere il rilascio della concessione edilizia, oltre al pagamento degli oneri e alla 
dichiarazione di edificabilità da parte del PRG , l’area deve essere inclusa nel programma 
pluriennale di attuazione (PPA) del piano stesso. 
Il PPA, obbligatorio per tutti i Comuni compresi in un apposito elenco stabilito dalla 
Regione, può durare dei tre ai cinque anni e alla sua scadenza il Comune può espropriare 
tutte le aree dove non sono state realizzate le opere previste. Non possiamo non dire che in 
realtà questo, a causa delle scarsità finanziarie dei Comuni, non è quasi mai successo. In 
seguito sono state emanate due leggi, la L.44/78 e la L.15/84, che rendono facoltativo 
l’esproprio. 
 
Sono aggiornati anche i metodi per la determinazione dell’indennità di esproprio, 
introducendo delle maggiorazioni per i proprietari che cedono volontariamente l’area 
(cessione volontaria). 
 
Con l’emanazione della L.10/1977 si pensa di aver finalmente superato il doppio regime 
dei suoli, visto che lo jus aedificandi è diventato un potere/diritto solo pubblico, 
appartenente alla collettività, che attraverso la concessione edilizia permette al singolo di 
fare le opere richieste. 
Come conseguenza di questo nuovo regime, si ritenne che i vincoli di inedificabilità 
fossero pienamente legittimi anche se a tempo indeterminato e senza indennizzo, poiché 
non è inesistente il diritto di costruire. 
 
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Informazioni tesi

  Autore: Michela Pelamatti
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Politecnico di Milano
  Facoltà: Architettura
  Corso: Architettura
  Relatore: Annapaola Canevari
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 212

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