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Un nuovo strumento per la pianificazione in Lombardia - La perequazione a Darfo Boario Terme

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Anteprima della tesi: Un nuovo strumento per la pianificazione in Lombardia - La perequazione a Darfo Boario Terme, Pagina 9
L’edificazione, in quegli anni, era certamente consistente, ma non sufficiente per far fronte 
ad un movimento così massiccio; inoltre spesso le nuove case erano localizzate dove non 
servivano o erano troppo costose. 
 
Lo stato cercò di far fronte  a questa situazione attraverso l’emanazione della  
Legge n.167/1962 “Disposizioni per favorire l’acquisizione di aree per l’edilizia 
economica e popolare”, che serviva appunto ad agevolare lo stato nell’acquisizione di aree 
da destinare all’edilizia economica e popolare, compresi i relativi servizi, fissando 
un’indennità di esproprio che non fosse influenzata dal peso della rendita. 
La sua emanazione è stata preceduta da un lungo dibattito circa il calcolo dell’indennità: da 
un parte si proponeva il valore di mercato e dall’altra lo stesso cinque anni prima, quando 
non si era ancora formata la rendita legata alle aspettative dell’edificabilità dell’area. 
Alla fine l’indennità è stata fissata nel valore venale di due anni prima dell’adozione del 
piano, senza calcolare gli incrementi collegati a esso, cosa che ha consentito a molti 
comuni di acquisire aree a prezzi vantaggiosi. 
Questa legge introduce uno strumento attuativo nuovo, il piano di zona (PZ) o piano per 
l’edilizia economica e popolare (PEEP) e prevede l’obbligo di redigerlo per tutti i Comuni 
con popolazione superiore a cinquantamila abitanti, o con presenza di particolari 
caratteristiche che rendono la situazione abitativa problematica. 
Sulle aree espropriate grazie al PZ possono costruire sia il Comune che gli altri oggetti 
istituzionali, sia singoli che riuniti in cooperative (l’IACP, l’INA Casa, ecc.). 
La Legge n.167/1962 è importante perché oltre a tentare di limitare il peso della rendita 
nella valutazione dell’indennità di esproprio, per la prima volta, si è iniziato a pensare ai 
servizi legati alla residenza e alla loro realizzazione a costi accessibili per 
l’Amministrazione Comunale. 
 
Un grosso problema, dal punto di vista economico, l’ha creato la sentenza della Corte 
Costituzionale n.22 del 1965 che ha dichiarato illegittimo l’articolo della L.167/1962 che 
stabiliva il valore dell’indennità di esproprio a due anni prima dell’entrata in vigore del 
piano, e quindi riporta tale valore al prezzo di mercato, compreso il peso della rendita. 
In quegli anni si è edificato molto, e soprattutto si sono scaricate sui Comuni tutte le spese 
e i costi sociali: le strade, le urbanizzazioni primarie (acqua, fognature e corrente elettrica), 
il verde, le scuole, tutte le opere di urbanizzazione secondaria, con la conseguenza che 
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Informazioni tesi

  Autore: Michela Pelamatti
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Politecnico di Milano
  Facoltà: Architettura
  Corso: Architettura
  Relatore: Annapaola Canevari
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 212

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