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Utopia Vs. eterotopia. Poetica architettonica e tecnologie dell'informazione tra scenari e immaginario. Materiali e tecniche esecutive in tre progetti di Zaha Hadid, Shin Takamatsu e Future Systems.

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Anteprima della tesi: Utopia Vs. eterotopia. Poetica architettonica e tecnologie dell'informazione tra scenari e immaginario. Materiali e tecniche esecutive in tre progetti di Zaha Hadid, Shin Takamatsu e Future Systems., Pagina 2
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per il concorso “Recipro-city” al padiglione Canadese, ecc. (AA.VV., 1996). 
Gli elaborati presentati avevano alcune particolarità. Oltre al compiaciuto 
manierismo nella rappresentazione delle tavole di progetto (modellazioni 
solide virtuali a colori), era evidente l'assenza, o quasi, di disegni 
convenzionali (piante, prospetti, sezioni, particolari costruttivi, ecc.). 
L’impressione che se ne poteva trarre era che si trattasse di progetti 
sperimentali, con carattere di avanguardia, alla ricerca di nuove sensibilità 
e nuovi linguaggi, che sfruttavano, in larga parte, le potenzialità delle 
nuove tecniche di rappresentazione del progetto. 
Leggere in questi progetti solo la particolare tecnica di rappresentazione 
sarebbe però riduttivo. Ritengo sia importante evidenziare anche le 
influenze di scenario e immaginario contemporanei, che in bilico tra 
scienza e fantascienza, tra presenza e futuribilità della tecnica, tra fiducia e 
timore nel progresso tecnologico, hanno un ruolo importante nella 
formazione della cultura contemporanea, non solo architettonica. 
L’analogia con le immagini proposte da alcune avanguardie 
architettoniche del nostro secolo come il Futurismo, l’opera di Richard 
Buckminster Fuller o del gruppo Archigram è evidente. La Rivoluzione 
Industriale, le macchine, la fisica nucleare e le imprese spaziali, erano i 
referenti per il passato. Nel presente è evidente l’influenza della “terza 
ondata” (3) caratterizzata dallo sviluppo delle tecniche informatiche: la 
cosiddetta “società dell’informazione” (4). Hans Hollein, nel testo di 
presentazione al Catalogo della Mostra (AA.VV., 1996), sottolinea come la 
cultura contemporanea, e quindi l’architettura, siano profondamente 
influenzate dalle nuove tecnologie dell’informazione (5). 
L'architettura è espressione di una civiltà, delle sue concezioni estetiche, 
dei suoi valori simbolici, delle condizioni economiche, ecc.. I presupposti dei 
mutamenti dell'architettura stanno quindi nelle modificazioni della società 
che li genera. La rivoluzione industriale modificando le tecnologie di 
produzione, l'economia, la società e dunque la cultura ha creato nuovi 
presupposti per cui anche l'architettura ha potuto cambiare. La rivoluzione 
informatica che modificazioni ha creato? Quali creerà? L'architettura ha 
subìto conseguenze? Ne subirà? (6) 
Il padiglione britannico alla VI Mostra Internazionale di Architettura alla 
Biennale di Venezia ha avuto, a questo proposito, un titolo significativo: 
<<L’ARCHITETTURA DELL’INFORMAZIONE. La rivoluzione nella tecnologia 
dell’informazione cambierà la nostra vita. Cambierà anche 
l’architettura?>>. Michael Brawne, curatore del padiglione,  nel  Catalogo 
dello stesso afferma (7): <<...Ipotizzare l’avvento della rivoluzione 
dell’informazione significa solo estrapolare tendenze già in atto, non è 
certo un esercizio di chiaroveggenza. Molto più difficile e rischioso  è 
prevedere in che modo quella rivoluzione influenzerà l’architettura in 
quanto forma di entità abitate.>> (Brawne, 1996, tr. it. 1996, p. 2). 
Nel 1995 Kenneth Frampton pubblica il testo "Studies in Tectonic Culture" in 
cui, nell'ultimo capitolo, esprime la preoccupazione che l'architettura 
contemporanea stia andando verso una eccessiva e progressiva 
smaterializzazione (8): osservando le percentuali di costo nelle costruzioni, 
infatti, rileva una sempre crescente incidenza di impianti e partizioni mobili, 
e un sempre più forte declino dei costi relativi alla struttura e alle facciate. 
Questo, secondo Frampton, è un processo negativo, tant'è che nel suo 
lavoro dedica spazio quasi esclusivamente agli architetti della "Tectonic 
Sitografia automatica

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Informazioni tesi

  Autore: Mario Previsdomini
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1998-99
  Università: Politecnico di Milano
  Facoltà: Architettura
  Corso: Architettura
  Relatore: Guido Nardi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 614

FAQ

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Parole chiave

eterotopia
future systems
poetica architettonica
progettazione architettonica
shin takamatsu
urbanistica
zaha hadid

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