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Valutazione sperimentale del riscaldamento indotto da risonanza magnetica su pacemaker di ultima generazione

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14 Tra il 1950 e il 1970 la risonanza magnetica nucleare venne utilizzata primariamente nell’analisi della chimica molecolare e della struttura dei materiali. Nel 1971 Damadian descrisse come tumori e tessuti sani fornissero risposte differenti all’analisi RMN, quindi avanzò l’ipotesi che le tecniche di risonanza magnetica potessero essere utilizzate per scopi diagnostici al fine di rilevare tumori maligni nel corpo umano. In seguito Paul Lauterbur, stimolato dalle ricerche di Damadian, sviluppò un metodo per generare le prime immagini in due e in tre dimensioni usando i gradienti, e Peter Mansfield dell’Università di Nottingham formulò un metodo matematico che avrebbe permesso di effettuare la scansione dell’oggetto sotto indagine in pochi secondi, piuttosto che in alcune ore. Il principio che si pone alla base dell’utilizzo della NMR come tecnica di imaging è il seguente: dal momento che la differenza tra le due configurazioni energetiche ammesse per particolari atomi immersi in un campo magnetico esterno è funzione dell’intensità del campo stesso, è possibile variare questa energia per ogni punto dell’oggetto che deve essere ricostruito variando proprio l’intensità del campo punto per punto. Dunque anche l’energia dei fotoni, ovvero la frequenza del campo elettromagnetico emesso od assorbito dagli atomi risulta differente punto per punto [8]. Un’analisi in frequenza dei segnali emessi dai vari atomi che compongono l’oggetto di interesse permette quindi di ottenere informazioni sulla disposizione spaziale degli atomi stessi. Ad oggi gli sviluppi tecnologici nel campo dei magneti superconduttori hanno reso possibile ottenere un rapporto segnale rumore, signal to noise ratio (SNR), e una risoluzione dell’immagine più alti rispetto ai magneti resistivi o permanenti utilizzati nel passato. L’SNR, in particolare, risulta direttamente proporzionale all’intensità del campo statico B 0 , pertanto può essere migliorato utilizzando delle bobine capaci di erogare un campo di intensità maggiore. Le potenze di calcolo che sono attualmente disponibili consentono di produrre ricostruzioni in tre dimensioni dell’immagine con tempi di acquisizione notevolmente ridotti e, inoltre utilizzando sequenze RF complesse si possono controllare gli artefatti dell’immagine ovvero le distorsioni causate ad esempio da movimento.
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Valutazione sperimentale del riscaldamento indotto da risonanza magnetica su pacemaker di ultima generazione

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Informazioni tesi

  Autore: Giulia Gentili
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria Biomedica
  Relatore: Micaela Liberti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 175

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