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Viaggiare altrimenti: uno sguardo antropologico al mito di Medea

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Viaggiare altrimenti: uno sguardo antropologico al mito di Medea | 17 
 
ateniese del V secolo, come cause del suo essere donna e per giunta straniera. Entrambe, 
categorie di una diversità altra, in cui gli uomini erano i soli beneficiari della società. 
Medea è, dunque in questa prospettiva, una donna utile all‟uomo solo come „strumento‟. 
In senso perciò molto più generale, nella prospettiva ateniese, Medea porta con sé tante 
diverse caratterizzazione: è la straniera, l‟altra, la barbara, la maga, con tutte le 
connotazioni che questi aspetti implicano per un greco: differenza, magia malefica, 
crudeltà, perfidia, ignoranza e rifiuto delle leggi su cui si fonda la civiltà. In qualsivoglia 
definizione si racchiude il personaggio mitico ciò che è comune in tutte le rivisitazioni 
della saga mitica è che l‟eroina proviene dall‟estremità del mondo, ed è da un lato il 
fantasma dell‟eroe greco, che detiene tutti i poteri, e si insinua nella stuola di donne che 
non vogliono aderire alle leggi politiche della città, donne che installano la 
ginecocrazia4; e dall‟altro invece spettro dei demoni femminili della notte5.  
Detto questo, si deve sottolineare con particolare lucidità che Euripide però è un 
cittadino ateniese „anomalo‟. Anomalo nel senso che pone lo sguardo in maniera critica 
alle dinamiche politiche e sociali della pólis quali le problematiche che scaturiscono 
dall‟espansione coloniale e territoriale, oppure quelle più legate alla sfera antropologica 
che abbracciano le diverse concezioni che ruotano intorno alle categorie diverse, ossia 
la donna e lo straniero. La vicenda mitica di Medea pertanto, anche alla luce della sua 
„anomalia‟, è sì legata al suo essere donna, straniera e maga, ma nella prospettiva 
opposta, cioè secondo il tragediografo ateniese l‟eroina è semplicemente una vittima 
della società greca del tempo portata all‟estreme conseguenze delle sue azioni a 
compiere l‟infanticidio. 
Alla sua condizione di esule in terra straniera, Euripide aggiunge anche la forza 
della  mêtis che però, sempre secondo i costumi e le regole del tempo, era mal vista 
dagli Ateniesi, restii a introdurre nuovi ideali nella pólis: basti ricordare a tal proposito 
                                                 
4
 Oltre Medea vanno citate le figure femminili di Clitemnestra, delle abitanti di Lemno o anche le 
Amazzoni. Cfr a questo riguardo A. Moreau, Le mythe de Jason et Médée. Le va-nu-pied et la sorcière, 
Les Belles Lettres, Paris 1994. 
5
 In questo caso il riferimento è per le Erinni, le Gorgoni, le Sirene, Sfinge e Lilith. Cfr. Moreau, op. cit., 
p. 68 
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Informazioni tesi

  Autore: Emanuele Romani
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Antropologia culturale ed etnologia
  Relatore: Laura Faranda
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 227

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