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Viaggiare altrimenti: uno sguardo antropologico al mito di Medea

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Viaggiare altrimenti: uno sguardo antropologico al mito di Medea | 18 
 
che in quegli stessi anni viene mandato a morte Socrate e viene condannato il modello 
di vita e ricerca filosofica di Anassagora6.  
Inoltre, negli anni in cui Euripide scrive Medea, in particolare, ad Atene, che sta 
diventando la capitale di un impero, l‟afflusso degli stranieri è forte e molti cittadini 
ateniesi, per commercio, viaggiano in Asia Minore, così i matrimoni misti sono 
frequentissimi. Si vengono così a delineare le linee generali della società greca del V 
secolo, in cui il drammaturgo contestatore e innovatore rivede, nella vicenda mitica di 
amore e abbandono di Medea, quella vissuta da tutte le donne straniere che, lasciata la 
casa paterna e giunte, dopo un lungo viaggio per mare, ad Atene per seguire lo sposo 
greco, sono poi da lui ‹‹ripudiate in ossequio ai principi della cittadinanza ateniese››7 
(Tarditi, 1976: 60). 
1.1.1 La trama della protagonista 
Il dramma è aperto dal prologo, recitato dalla nutrice8. La scena è ambientata a 
Corinto e il racconto della donna presenta gli antecedenti alla vicenda mitica di Medea. 
Vengono perciò ricordati il suo viaggio dalla Colchide sulla nave Argo, l‟uccisione di 
Apsirto, l‟arrivo a Iolco, l‟uccisione di Pelia e l‟amore con Giasone, nato sotto il segno 
di Afrodite. Giunti però a Corinto, la loro unione è messa alle strette da un nuovo amore 
all‟orizzonte, infatti Giasone è deciso a sposare la figlia del re. Questi i fatti presentati 
dalla nutrice che poi continua il monologo, dedicando una notevole parte alla 
descrizione dell‟aspetto affranto e dell‟atteggiamento di rifiuto assunto dalla padrona 
nel momento dell‟abbandono. 
 L‟azione drammatica prende avvio con un dialogo tra la nutrice e il pedagogo 
dei bambini, il quale riferisce il bando di Creonte, ovvero l‟esilio non ancora 
ufficializzato di Medea. Nel medesimo istante, in un gioco di sovrapposizione di tempi 
e luoghi, dall‟ala interna della casa si diffonde la voce di Medea, che umiliata e 
                                                 
6
 Sulla storia della costituzione ed evoluzione della pólis si può fare riferimento al manuale di letteratura 
greca di Monaco, Casertano, Nuzzo, L‟attività letteraria nell‟Antica Grecia, Palumbo editore, Palermo 
1997. 
7
 Si veda Tarditi, Euripide e il dramma di Medea, cit. p. 90. 
8
 A differenza del tipico prologo euripideo, un monologo meramente espositivo, Medea si apre in maniera 
singolare: un soliloquio seguito da un dialogo. Cfr. U. Albini, Euripide o dell‟invenzione, Garzanti, 
Milano 2000. Il testo greco scelto come riferimento è l‟edizione critica curata da Dario del Corno (a cura 
di), Euripide, Medea – Ippolito, trad. di R. Cantarella, Oscar Mondadori, I classici greci e latini, Milano 
1985. 
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Informazioni tesi

  Autore: Emanuele Romani
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Antropologia culturale ed etnologia
  Relatore: Laura Faranda
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 227

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