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Volatilità dei tassi di cambio e regolamentazione dei movimenti internazionali di capitali

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Anteprima della tesi: Volatilità dei tassi di cambio e regolamentazione dei movimenti internazionali di capitali, Pagina 14
Volatilità dei tassi di cambio 
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 ξ  e, in un mondo di mutevoli incertezze politiche, ai timori degli operatori nei confronti 
delle prospettive future di una particolare economia, di pericoli esterni o di cambiamenti di 
politica interna, timori che si traducono in una corsa verso le valute che appaiono meno 
vulnerabili a tali rischi e quindi in una maggiore volatilità dei tassi di cambio.
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Uno dei più chiari fatti stilizzati del recente periodo di fluttuazione spuria è stato il 
sorprendente grado di variabilità dei tassi di cambio (anche se per alcuni economisti il 
comportamento dei tassi di cambio muta sostanzialmente in relazione ai periodi storici e non 
necessariamente ai regimi di cambio). In particolare, la volatilità del tasso di cambio reale 
misurata dalla deviazione standard del logaritmo del tasso di cambio (livello), è stata 
significativamente maggiore rispetto al precedente periodo di cambi fissi, essendo stati i tassi 
di cambio nominali la più importante fonte delle fluttuazioni nei tassi di cambio reali.
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I graduali movimenti di lungo periodo nei tassi di cambio per conciliare le divergenze 
economiche fondamentali tra i paesi, sono stati considerati uno dei benefici del sistema dei 
cambi fluttuanti. Dal 1979, i movimenti nei tassi di cambio hanno mostrato due distinte 
caratteristiche: ci sono stati una gran volatilità di breve periodo e ampi movimenti ciclici in 
opposte direzioni nei tassi di cambio durante un intervallo di tempo relativamente breve, che 
difficilmente possono essere considerati desiderabili per adeguare i trasferimenti di risorse 
reali alle differenze nei rendimenti sociali tra i vari paesi, visto che comunque i fondamentali 
non cambiano così rapidamente o in misura così grande. Questi fatti indicherebbero che la 
volatilità dei tassi di cambio e il ciclo di lungo periodo nei loro movimenti sono stati più ampi 
di quanto ci si sarebbe potuto aspettare, con conseguenze potenzialmente negative per la 
crescita del commercio internazionale e per i costi degli aggiustamenti economici, e che di 
conseguenza i tassi fluttuanti non hanno raggiunto uno dei loro scopi prefissi, cioè appropriati 
movimenti nei tassi di cambio reali.
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Per quanto riguarda la volatilità dei tassi di cambio, il sistema finanziario 
internazionale ha mostrato una certa elasticità, cioè una certa capacità di ripresa. Mentre con 
tassi di cambio fissi i paesi hanno contenuto le divergenze non aggiustando le parità in modo 
corretto, e perciò gli scombussolamenti sono stati sensazionali, con tassi di cambio flessibili i 
cambiamenti sono stati più graduali e non si sono verificate crisi drammatiche, considerando 
l’elasticità del sistema nel 1973-74 e nel 1979-80 durante gli shock petroliferi.
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Comunque, gli effetti negativi della volatilità probabilmente sono connessi con la sua 
componente di imprevedibilità che può essere simile sia rispetto ai cambi fissi che a quelli 
flessibili, pur essendo i tassi di cambio più volatili durante i periodi di cambi flessibili. Inoltre, 
pur essendo i tassi di cambio flessibili intrinsecamente più volatili, non è certo che la 
relazione di causalità corra esclusivamente, o in maniera predominante, dal regime di cambio 
alla volatilità: le condizioni economiche sottostanti possono essere più volatili nei periodi di 
cambi flessibili, e possono rendere necessario il passaggio da un regime di cambi fissi ad uno 
di cambi flessibili. E anche se i sistemi a cambi flessibili sono più volatili, non comportano 
necessariamente una perdita di benessere in tali periodi superiore a quella che si avrebbe 
eventualmente con un regime di cambio alternativo.
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Per quanto riguarda lo SME, caratterizzato da una mobilità dei capitali quasi perfetta, 
da parità fisse credibili, da riserve limitate delle Banche centrali e dalla mancanza di 
cooperazione politica, i livelli dei tassi d’interesse sono stati quasi uguali in tutti i paesi 
                                                 
40
 Roosa (1983), p. 13-15. 
41
 Hasan e Wallace (1996), p. 67-69. 
42
 Modigliani e Askari (1998), p. 168-169. 
43
 Modigliani e Askari (1998), p. 169-170. 
44
 Hasan e Wallace (1996), p. 71-72.    

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Volatilità dei tassi di cambio e regolamentazione dei movimenti internazionali di capitali

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Informazioni tesi

  Autore: Angelo Gabriele Marcoccia
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Nicola Acocella
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 308

FAQ

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Parole chiave

attacco speculativo
controlli di capitale
crisi finanziarie
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liberalizzazione finanziaria
movimenti di capitali
regimi di cambio
tasso di cambio
tobin tax
volatilità

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