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Le preoccupazioni ossessive nelle relazioni amorose: uno studio preliminare sulle proprietà psicometriche del Partner Related Obsessive Compulsive Symptom Inventory (PROCSI) e del Relationship Obsessive Compulsive Inventory (ROCI)

Nel seguente lavoro vengono esplorate le proprietà psicometriche dei due strumenti che identificano i domini del Disturbo Ossessivo Compulsivo da Relazione (Relationship Obsessive Compulsive Disorder, ROCD): il PROCSI (Partner Related Obsessive Compulsive Inventory) che misura il dominio partner focused e il ROCI (Relationship Obsessive Compulsive Inventory) che misura il dominio relationship centered. Il ROCD si manifesta con dubbi ossessivi e preoccupazioni riguardanti le relazioni e con atteggiamenti compulsivi che emergono per alleviare l’angoscia associata al contenuto di questi dubbi.
Oltre ad offrire una panoramica sulla validità statistica di tali strumenti attraverso l’Analisi Fattoriale Esplorativa (AFE) e l’attendibilità (Alpha di Cronbach), nel presente lavoro condotto su un campione non clinico di 239 soggetti è stata verificata la validità convergente tra le dimensioni del ROCD e i sintomi del Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC) tramite le correlazioni tra i due strumenti e l’OBQ-46 e l’OCI-R, ed è stata analizzata l’associazione tra le preoccupazioni incentrate sul partner e sulla relazione e le dimensioni dei tratti di personalità descritte dal DSM-5 tramite correlazioni ottenute con il PID-5.
I risultati confermano la presenza di correlazioni tra le due dimensioni del ROCD e alcuni sintomi caratteristici del DOC. Per quanto riguarda le associazioni con i tratti patologici della personalità descritti dal DSM-5, correlazioni deboli/moderate sono state riscontrate tra la preoccupazione sulle caratteristiche del partner e i domini Affettività negativa, Distacco, Antagonismo e Psicoticismo e tra la preoccupazione sull’adeguatezza della relazione e i domini Affettività Negativa e Psicoticismo.

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34 2.3.3 ROCD e attaccamento Nel suoi studi Bowlby (1973, 1982) ha suggerito che, durante l’infanzia, le interazioni con i caregiver di riferimento ("figure d’attaccamento”) sono interiorizzate sotto forma di raffigurazioni mentali di sé e degli altri (Modello Operativo Interno). Quando le figure affettive sono assenti, disponibili incoerentemente o respinte nel momento del bisogno, il senso di sicurezza affettiva, il senso che il mondo sia solitamente un luogo sicuro, il senso che gli altri sono d’aiuto quando richiesto ed è possibile esplorare l’ambiente curiosamente e con fiducia, è indebolito e si sviluppano modelli negativi di sé e degli altri. Tali modelli aumentano la probabilità di dubbi relativi a sé e difficoltà emotive (Mikulincer & Shaver,2007). Durante l’infanzia le principali figure affettive di riferimento sono i genitori. In età adulta, tuttavia, i partner prendono il posto dei genitori come principali figure affettive. Diverse ricerche hanno sostenuto una raffigurazione a due dimensioni delle differenze dell’individuo nelle insicurezze affettive in età adulta, organizzate attorno a due dimensioni ortogonali di ansia ed evitamento (Brennan, Clark, & Shaver, 1998; Mikulincer & Shaver,2007). L’attaccamento ansioso include preoccupazioni riguardanti la disponibilità del partner di rispondere adeguatamente nel momento del bisogno, e l’adozione di strategie di “iperattivazione” affettiva (per esempio: comportamento energico, ricerche insistenti di cura, eccessive richieste di supporto e amore da parte delle figure affettive) come mezzo di regolazione dell’angoscia. L’attaccamento evitante implica la non fiducia nel partner e una continua lotta per mantenere il distacco

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Informazioni tesi

  Autore: Antonia Vanessa Bottiglieri
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2016-17
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia Clinica e della Salute e Neuropsicologia
  Relatore: Davide Dèttore
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 102

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