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Una sperimentazione sul concetto di zero alla scuola dell'infanzia

Informazioni tesi

  Autore: Giulia Fortunato
  Tipo: Laurea magistrale a ciclo unico
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Scienze della Formazione Primaria
  Relatore: Samuele Maschio
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 140

Il presente lavoro di tesi nasce da un interesse personale nei confronti dell'insegnamento di concetti matematici alla scuola dell'infanzia. In particolare la ricerca, ispirata agli studi di Bruno D'Amore, ha l'obiettivo di esplorare le conoscenze ingenue relative al numero zero possedute da bambini di età compresa fra i quattro ed i sei anni.

La domanda di ricerca trova infatti il suo fondamento teorico nelle teorie di Dehaene e Butterworth, sostenitori della tesi innatista riguardo l'apprendimento delle abilità matematiche. Essi affermano che fin dalla nascita i bambini possiedono meccanismi di comprensione delle abilità numeriche e dimostrano inoltre che tali capacità ed il concetto di numero sono indipendenti dallo sviluppo del linguaggio. Queste teorie sono in forte contrasto con quanto affermava precedentemente Piaget, la cui teoria stadiale sosteneva l'esistenza di un rapporto inscindibile tra l'acquisizione del concetto di numero e lo sviluppo delle capacità di ragionamento logico e astratto. Piaget affermava infatti che il bambino poteva acquisire concetti matematici solo a partire dai sei o sette anni di età, periodo che coincideva con l'inizio dello stadio operatorio, caratterizzato dal pensiero reversibile, dal ragionamento transitivo e dalla capacità di astrazione delle proprietà percettive, presupposti fondamentali per lo sviluppo di abilità matematiche.

Nella prima fase della ricerca è stato confermato quanto sostenuto dalle teorie innatiste in quanto a seguito di un'intervista semistrutturata è emerso che i bambini possiedono preconoscenze riferite allo zero, dal momento che nei contesti quotidiani i bambini sono continuamente a contatto con i numeri.

Obiettivo di tale ricerca era inoltre quello di verificare se, a partire dalle conoscenze ingenue costruite in relazione all'esperienza, fosse possibile guidare gli alunni verso una comprensione ed una concettualizzazione più formale del concetto di zero e dei suoi molteplici significati. Di conseguenza la ricerca è stata condotta coinvolgendo due gruppi di lavoro, confrontando i risultati ottenuti nella fase iniziale e finale del percorso.

Il gruppo sperimentale ha partecipato ad un percorso di apprendimento realizzato all'interno di un format laboratoriale e caratterizzato principalmente da una metodologia ludica, in grado di valorizzare la scoperta e la costruzione di nuovi saperi da parte degli alunni. Gli obiettivi di queste attività riguardavano l'acquisizione del significato ordinale e cardinale dello zero, l'abilità di scrittura della cifra arabica e l'introduzione del valore posizionale dello zero. La costruzione di nuove conoscenze si basa inoltre su ciò che Vygotskij definisce "zona di sviluppo prossimale" in quanto le attività progettate avevano l'obiettivo di potenziare le abilità e le conoscenze già possedute in forma implicita dai bambini.

Al termine del percorso i due gruppi sono stati sottoposti nuovamente ad un'intervista e, dopo aver confrontato i dati iniziali e quelli finali, è stato rilevato nei bambini del gruppo sperimentale un miglioramento nelle conoscenze riferite al numero zero. Tale sperimentazione ha quindi avvalorato la mia ipotesi di ricerca iniziale secondo cui utilizzando attività e strategie opportune volte a stimolare la costruzione di nuove conoscenze e a sviluppare l'abilità di ragionamento, è possibile avviare gli alunni verso una sistematizzazione consapevole di concetti complessi come quello di zero.

Inoltre ho somministrato un questionario ad alcune docenti, con l'obiettivo di indagare le loro opinioni rispetto all'insegnamento di concetti matematici alla scuola dell'infanzia, con specifico riferimento allo zero. Dai dati ottenuti è emerso che molte insegnanti considerano l'età dei bambini un fattore determinante per lo sviluppo di nuove conoscenze. Di conseguenza questo pensiero influenza le scelte didattiche delle docenti, per cui l'introduzione del complesso concetto di zero viene rimandato a fasi successive dell'apprendimento oppure reso più semplice attraverso l'uso di parole quali "niente, nessuno, vuoto…".

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  Anno: 2018-19
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  Lingua: Italiano
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1 Introduzione Il presente lavoro di tesi nasce da un interesse personale nei confronti dell’insegnamento di concetti matematici alla scuola dell’infanzia. La mia curiosità si è diretta particolarmente verso la conoscenza delle idee che i bambini di età compresa fra i quattro ed i sei anni possiedono in riferimento al numero naturale zero. Mi sono chiesta per quale motivo lo zero non venga trattato alla pari degli altri numeri naturali, in quanto spesso alla scuola dell’infanzia gli alunni affrontano i numeri a partire dall’uno arrivando fino al dieci, mentre lo zero viene presentato solamente in momenti successivi. Mi sono quindi interessata a tale questione e ho voluto indagare principalmente se il concetto di zero sia troppo astratto per essere affrontato con bambini così piccoli oppure se, così come per gli altri numeri, i bambini già alla scuola dell’infanzia possiedono delle intuizioni riferite allo zero. Il primo capitolo presenta un breve excursus che ripercorre la storia lunga e travagliata del numero zero e di come le più antiche civiltà utilizzavano simboli appositi per rappresentare l’assenza di quantità, fino ad arrivare all’introduzione in Europa dei simboli numerici arabici convenzionali che utilizziamo anche al giorno d’oggi. Nel secondo capitolo vengono approfonditi i diversi significati attribuiti ai numeri, con specifico riferimento allo zero, di cui si presentano il valore cardinale, ordinale, l’aspetto ricorsivo, geometrico ed infine lo zero con significato di etichetta. Il capitolo successivo illustra i principali modelli teorici inerenti l’acquisizione del concetto di numero nel bambino. In particolare si presentano la teoria stadiale di Piaget, secondo cui la costruzione del concetto di numero è subordinata alle capacità tipiche del pensiero operatorio e quindi si sviluppa nel bambino solamente a partire dai sei o sette anni di età, ed il pensiero di Fodor, il quale sostiene che il concetto di numero può essere costruito e consolidato solo tramite l’istruzione. A questi modelli si contrappongono le più recenti teorie innatiste di
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Parole chiave

matematica
zero
bambino
numeri
accumulatore
prescolare
cardinale
preconoscenze
prossimale
ordinale

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