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Uso di strumenti di sviluppo cross platform per l'implementazione di tecnologie assistive

Informazioni tesi

  Autore: Paolo Pecis
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Scienze e Tecnologie Informatiche
  Corso: Informatica per la Comunicazione Digitale
  Relatore: Sergio Mascetti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 38

Lo sviluppo di applicazioni mobili con approccio di tipo nativo permette al programmatore di avere accesso a numerose funzionalità di accessibilità, incluse quelle di supporto per disabilità di tipo visivo. Per le principali piattaforme (Android e iOS) sono infatti disponibili molte API che permettono, in maniera semplificata ed utilizzando poco codice, di avere un’ampia personalizzazione e un ampio controllo di molti degli aspetti riguardanti l’accessibilità (decidere l’ordine con cui lo screen reader legge gli elementi a schermo, cambiare il focus di accessibilità su un elemento a piacere, eseguire codice quando un elemento riceve il focus...).
Il problema più evidente che comporta un approccio ad uno sviluppo nativo è quello di dover sviluppare più volte l’applicazione, per ciascuna delle piattaforme per cui la si vuole implementare. Per ovviare a questo problema è possibile sfruttare delle tecnologie di sviluppo cross platform (CP) che permettono di avere un unico flusso implementativo per le diverse piattaforme. E’ però noto in letteratura che non tutti gli strumenti di sviluppo CP rendono disponibili tutte le funzionalità di accessibilità disponibili in nativo[1].
Lo scopo di questo lavoro è quello di valutare l’applicabilità di Xamarin (una diffusa tecnologia di sviluppo CP[2]) per lo sviluppo di tecnologie assistive per disabilità visive e di individuare eventuali limiti tecnologici. Xamarin, che permette di scrivere in codice C#, è diviso in tre ambienti nei quali è possibile scrivere del codice: Xamarin.Forms che rappresenta l’effettivo ambiente CP condiviso in cui il codice si scrive un’unica volta per entrambe le piattaforme (si utilizzano comandi sui quali sono mappate funzioni comuni delle due piattaforme), e due sezioni, Xamarin.
Android e Xamarin.iOS, nelle quali è possibile utilizzare le funzioni native delle rispettive piattaforme, sempre in codice C#. Tramite particolari tecniche rese disponibili da Xamarin, è possibile, per quelle feature che l’ambiente CP non mette a disposizione, utilizzare le funzioni delle piattaforme native richiamando del codice nei due ambienti appositi, avendo quindi comunque una parte di codice duplicata.
Per poter valutare questo strumento, sono state analizzate delle applicazioni già esistenti basate sull’utilizzo di tecnologie assistive, MathMelodies[1] (MM) e WordMelodies[3] (WM), applicazioni educative realizzate in React Native (un altro strumento per lo sviluppo CP) che presentano, rispettivamente, esercizi per l’apprendimento matematico ed esercizi per l’apprendimento grammaticale. Da queste applicazioni sono stati selezionati quattro esercizi caratteristici per l’accessibilità da re-implementare in un’applicazione demo, XamarinMelodies, con lo scopo di sperimentare come Xamarin supporta lo sviluppo di applicazioni accessibili. Quello che è stato mostrato è che l’ambiente CP Xamarin.Forms supporta un numero limitato di funzioni di accessibilità. Per tutte le altre non supportate, ne sono state individuate quattro in particolare, è necessario utilizzare funzioni native delle due piattaforme scrivendo codice duplicato in Xamarin.Android e Xamarin.iOS. In alcuni casi la risoluzione di questi problemi si riduce a qualche semplice linea in più di codice, ma in altri casi la soluzione richiede la riscrittura di molto codice in più rispetto all’implementazione in nativo, e di adottare soluzioni non documentate.
Questa tesi dimostra proprio come risolvere i quattro esercizi selezionati in Xamarin, mostrando anche degli esempi specifici nei tre ambienti di sviluppo (nativo Android, nativo iOS e CP Xamarin) per ciascuna delle funzionalità di accessibilità utilizzate.

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  Anno: 2018-19
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  Relatore: Sergio Mascetti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 38

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Capitolo 1 Introduzione Lo sviluppo di applicazioni mobili con approccio di tipo nativo permette al pro- grammatorediavereaccessoanumerosefunzionalita ̀diaccessibilita ̀,inclusequelle di supporto per disabilita ̀ di tipo visivo. Per le principali piattaforme (Android e iOS) sono infatti disponibili molte API che permettono, in maniera semplificata ed utilizzando poco codice, di avere un’ampia personalizzazione e un ampio con- trollo di molti degli aspetti riguardanti l’accessibilita ̀ (decidere l’ordine con cui lo screen reader legge gli elementi a schermo, cambiare il focus di accessibilita ̀ su un elemento a piacere, eseguire codice quando un elemento riceve il focus...). Il problema piu ̀ evidente che comporta un approccio ad uno sviluppo nativo e ̀ quello di dover sviluppare piu ̀ volte l’applicazione, per ciascuna delle piattaforme per cui la si vuole implementare. Per ovviare a questo problema e ̀ possibile sfrut- tare delle tecnologie di sviluppo cross platform (CP) che permettono di avere un unico flusso implementativo per le diverse piattaforme. E’ pero ̀ noto in letteratura che nontutti gli strumentidi sviluppo CP rendono disponibilitutte le funzionalita ̀ di accessibilita ̀ disponibili in nativo[1]. Lo scopo di questo lavoro e ̀ quello di valutare l’applicabilita ̀ di Xamarin (una diffusa tecnologia di sviluppo CP[2]) per lo sviluppo di tecnologie assistive per di- sabilita ̀ visive e di individuare eventuali limiti tecnologici. Xamarin, che permette di scrivere in codice C#, e ̀ diviso in tre ambienti nei quali e ̀ possibile scrivere del codice: Xamarin.Forms che rappresenta l’effettivo ambiente CP condiviso in cui il codice si scrive un’unica volta per entrambe le piattaforme (si utilizzano comandi sui quali sono mappate funzioni comuni delle due piattaforme), e due sezioni, Xa- marin.Android e Xamarin.iOS, nelle quali e ̀ possibile utilizzare le funzioni native delle rispettive piattaforme, sempre in codice C#. Tramite particolari tecniche rese disponibili da Xamarin, e ̀ possibile, per quelle feature che l’ambiente CP non mette a disposizione, utilizzare le funzioni delle piattaforme native richiamando del codice nei due ambienti appositi, avendo quindi comunque una parte di codice duplicata. Per poter valutare questo strumento, sono state analizzate delle applicazio- 3

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Parole chiave

accessibilità
tecnologie assistive
applicazioni mobili
cross-platform
sviluppo mobile
xamarin

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