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Verso una misurazione della Giustizia Ambientale. Analisi della costruzione di un indice per monitorare equità ambientale e benessere

Informazioni tesi

  Autore: Carolina Galli
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2019-20
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Scienze Umane dell'Ambiente, del Territorio e del Paesaggio
  Corso: Scienze geografiche
  Relatore: Valerio Bini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 76

Le sfide ambientali moderne ci pongono di fronte ad una necessaria innovazione. La disuguaglianza che si riscontra nel mondo globalizzato mina al benessere di tutti, la logica che privilegia pochi per lasciar subire i peggiori danni ambientali ai più poveri potrebbe non avere più successo neanche per quei pochi sul lungo periodo. Fintanto che il metro di misurazione per condurre le politiche si baserà soprattutto sulla crescita economica, rimarranno in ombra i più seri effetti della disuguaglianza ambientale che vede il diritto di un ambiente salubre riservato a chi ha maggior potere di spesa e disponibilità a pagare. Ma può il mero concetto di ambiente diventare una merce e non più un bene? Seguendo la logica del profitto, questo sembra accadere anche a livello politico, fintanto che le dinamiche del mercato riescono a permeare nelle istituzioni e intaccare il valore del bene comune.
C'è però il paradigma della giustizia ambientale che mette in luce diverse di queste dinamiche e ne denuncia l'insostenibilità, il pericolo di compromettere il benessere delle prossime generazioni per il guadagno a breve termine. Denuncia gli oltraggi ai diritti civili di tantissime comunità che, per il fatto di essere "povere", hanno meno successo nel far valere le proprie istanze di salvaguardia dell'ambiente.
E' così che degli atti di giustizia che riconoscono alle comunità locali il diritto di condurre un'esistenza con il controllo sulle proprie risorse in un'ottica di accesso e distribuzione equa diventano fondamentali per evitare il depauperamento e sfruttamento insostenibili delle risorse globali. Un paradigma che vuole affermarsi a tutte le scale ma soprattutto a livello istituzionale, per dirigere delle politiche che sappiano mitigare le disuguaglianze a livello sociale ed ambientale, non solo all'interno delle nazioni ma anche, e necessariamente, tra nazioni.

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  Autore: Carolina Galli
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2019-20
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Scienze Umane dell'Ambiente, del Territorio e del Paesaggio
  Corso: Scienze geografiche
  Relatore: Valerio Bini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 76

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22 Capitolo 2: Giustizia Ambientale e la sua misurazione: il progetto di Mani Tese Dopo aver esaminato i preoccupanti problemi che pervadono la scena contemporanea, è arrivato il momento di volgere l’attenzione al paradigma teorico della giustizia ambientale. Esso costituisce un campo di ricerca emergente capace tanto di identificare quanto di risolvere le disuguaglianze ambientali che colpiscono interi gruppi sociali e comunità in tutto il mondo, che esasperano conflitti e lotte per il diritto ad un ambiente salubre o alla proprietà sulle terre. In un mondo dove la crescita economica è ancora largamente perseguita come obiettivo dalla politica e dalla classe dirigente, la voce dei ricchi continua a surclassare quella dei poveri, che rimangono lacerati dai danni che la loro stessa esclusione aggrava. La questione ambientale e quella sociale, sotto la lente di questo approccio della giustizia, non sono separabili. Chi combatte e resiste alle ingiustizie ambientali non può essere eclissato da chi, più ricco materialmente, ha il potere di generare il danno ambientale lasciando gli altri nell’impotenza di subirne le peggiori conseguenze senza ottenerne protezione o compensazione. Così come la salubrità dell’ambiente non può essere preclusa a coloro che non possono permettersi un ambiente sano come lusso. Inoltre, quando entrano in gioco criminalità e corruzione, la vita di coloro che in prima linea difendono la propria terra e il proprio ambiente (e l’ambiente stesso) possono correre rischi enormi, come rivelano in modo eloquente i casi riportati dall’ONG Global Witness nel report del 2019 Defending Tomorrow: The climate crisis and threats against land and environmental defenders 10 . 10 Il rapporto annuale 2019 sulle uccisioni di difensori della terra e dell'ambiente mostra il numero più alto di omicidi in un solo anno da quando l’organizzazione ha cominciato a tracciarli. duecentododici difensori del territorio e dell'ambiente sono stati uccisi nel 2019, una media di oltre quattro persone a settimana (vedi: https://www.globalwitness.org/en/campaigns/environmental-activists/defending- tomorrow/).

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Parole chiave

ambiente
distribuzione
misurazione
benessere
disuguaglianza
indice di gini
bene comune
giustizia ambientale
equità ambientale
indice di giustizia ambientale

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