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Case del popolo. Un profilo storico

Informazioni tesi

  Autore: Marco Betti
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2019-20
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Scienze Umanistiche
  Corso: Scienze storiche
  Relatore: Massimo Baioni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 49

Il secolo diciannovesimo viene definito da molti come secolo del cambiamento quasi che altri secoli (il quattordicesimo o il diciottesimo ad esempio) non siano stati caratterizzati da trasformazioni altrettanto importanti per l'umanità o almeno per una gran parte della stessa.

Certamente l'Ottocento, e ancor più il periodo storico per il quale si utilizza l'espressione lungo Ottocento, fu segnato da importanti evoluzioni quali:
• il consolidamento, ma anche le prime crepe, di un dominio mondiale da alcuni secoli eurocentrico e colonialista
• il rafforzarsi o la nascita di nuove potenze (Stati Uniti d'America, Russia e poi il Giappone)
• la crisi epocale di grandi imperi (austro-ungarico, ottomano e cinese)
• la costruzione di nuove realtà nazionali (Germania e Italia)
• lo svilupparsi di nuove e rivoluzionarie modalità di trasporto (ferrovie) e di comunicazione (telegrafo) che resero il mondo più "piccolo"
• l'invenzione di nuove armi che trasformarono i tempi, le modalità e le conseguenze delle guerre
• in generale, e quale causa principale, l'accelerazione e la diffusione della rivoluzione industriale avviata in Inghilterra già nel XVIII secolo.

Gli effetti di quest'ultima epica evoluzione cambiarono radicalmente e per sempre l'economia, il paesaggio, le modalità di produzione (agricola e manifatturiera), gli oggetti di uso comune, gli edifici, le comunità, e, sostanzialmente, le abitudini e le modalità di vita di milioni di persone nel mondo e in particolare nel contesto europeo e nordamericano.

Tracce di tale, per molti aspetti rapida, evoluzione sono visibili anche oggi: abitiamo in città che ebbero una forte espansione già nel XIX secolo, ammiriamo e utilizziamo edifici privati e pubblici costruiti allora, viaggiamo spesso su linee ferroviarie tracciate in quel periodo e possiamo trovare e ammirare, nelle nostre città e periferie, affascinanti esempi di archeologia industriale risalenti a quell'epoca.

Nell'arco di pochi decenni milioni di persone cambiarono settore di lavoro (dall'agricoltura all'industria), luogo di residenza (dalle campagne alle città), alimentazione, idee e secolari abitudini e stili di vita.
L'Ottocento, in particolare la seconda metà, fu anche il secolo della prima maturazione di una classe rimasta fino a quel momento attrice non sempre "protagonista" della scena storica.

Il quarto stato, sempre più frequentemente denominato proletariato, si affacciò alla ribalta della storia prendendo coscienza del suo ruolo, trovando (non solo o non principalmente tra le sue file) chi potesse sviluppare teorie adeguate ad una piena emancipazione, ma sapendo anche inventare e sperimentare nello specifico momento storico la costruzione di un futuro migliore.
Quali però i luoghi nei quali avvenne tale maturazione?

Nei capitoli di questa tesi cercherò di esplorare parte della storia e delle motivazioni di esistenza di luoghi particolari, le Case del Popolo (così chiamate in Italia e in larga parte d'Europa), pensate, progettate, costruite e vissute per decenni come ambienti per la preparazione di un futuro radioso rappresentato iconograficamente dal Sol dell'avvenire.

Poiché la storia delle Case del Popolo si dipanò poi per tutto il Novecento e alcune realtà restano attive ancor oggi (anche se sono naturalmente mutate le loro funzioni, le attività in esse svolte e il rapporto con i contesti in cui operano) ho provato a individuare, per la realtà italiana, i motivi alla base di una esperienza così variegata, diffusa e prolungata e proposto una lettura del fenomeno Case del Popolo come epico processo di empowerment sociale.

Informazioni tesi

  Autore: Marco Betti
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2019-20
  Università: Università degli Studi di Milano
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  Lingua: Italiano
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2 “Il lavoro dello storico consiste quindi in una continua tensione tra il suo interrogarsi sul presente e la ricerca di risposte che provengono dal passato: è questo, non una comune curiosità per le cose vecchie, che distingue lo storico dall’antiquario e che lo qualifica come scienziato sociale.” 1 1 P. Prodi Introduzione allo studio della storia moderna, Bologna, Il Mulino, 1999

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Parole chiave

antifascismo
empowerment
proletariato
quarto stato
case del popolo

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