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Variazioni trofiche, comportamentali e riproduttive su scala stagionale nelle colonie di Pygoscelis papua e Spheniscus magellanicus (Spheniscidae) ospitate presso l’Acquario di Genova

Il presente studio di tesi è stato condotto presso l’Acquario di Genova che è una delle strutture a livello europeo più importanti per quel che riguarda l’educazione ambientale sui problemi legati al mare e come luogo di conservazione delle specie in via d’estinzione. A livello nazionale chi si occupa della conservazione della natura in istituzioni zoologiche è l’UIZA (Unione Italiana dei giardini Zoologici e Acquari) che è un’associazione culturale senza fini di lucro che collabora a livello internazionale con altre associazioni come l’EAZA (European Association Zoos and Acquarium) e a livello mondiale la WAZA (World Association Zoo and Acquarium). Zoo e acquari come centri ricreativi, attirano ogni anno milioni di persone e sono strumenti che forniscono al pubblico importanti informazioni per comprendere meglio le minacce legate al mondo marino che hanno portato molte specie a rischio di estinzione. Pertanto, sono strutture di cui possono essere riassunti tre ruoli principali:
1) La conservazione ex situ ed in situ
2) L’educazione
3) La ricerca scientifica per la conservazione della biodiversità
La ricerca è stata condotta su 25 individui di pinguini appartenenti a due diverse specie: Pygoscelis papua (il pinguino Papua, con 13 individui, 6 femmine e 7 maschi) e Spheniscus magellanicus (il pinguino di Magellano, con 12 individui, 6 femmine e 6 maschi). Il pinguino di Magellano è diffuso sulle coste del Sud America (Cile e Argentina), mentre il pinguino Papua vive nella regione circumpolare antartica, incluse le isole Falkland, dove condivide l’areale di distribuzione con il pinguino di Magellano. Per questo motivo nella vasca dell’Acquario di Genova sono riprodotte le condizioni ambientali di queste isole in particolare è riprodotta la stessa temperatura tuttavia il fotoperiodo rispecchia il ciclo di luce dell’emisfero boreale e non quello australe. Il presente studio ha avuto l’obiettivo di indagare più da vicino le caratteristiche fisiologiche di questi uccelli marini e ha fornito informazioni riguardanti il comportamento di alimentazione degli individui appartenenti alle due colonie ospitate in vasca per andare a rilevare eventuali variazioni nel corso delle stagioni; questo è stato possibile andando ad analizzare in prima analisi le kcal assunte da ogni individuo nel corso degli anni presi in considerazione: il 2018, il 2019 e 2020. La raccolta dati è stata effettuata mediante osservazioni dirette sugli animali e mediante consultazione dei report di monitoraggio del Dipartimento Mammiferi e Uccelli Marini dell’Acquario di Genova, dove vengono registrati i parametri ambientali quotidiani della vasca e i dati relativi al comportamento degli animali. Le osservazioni hanno permesso così di descrivere il comportamento degli
individui in relazione alla riproduzione e alla muta. I dati raccolti sono stati:
- Temperatura dell’aria e dell’acqua e variazioni stagionali
- Fotoperiodo della vasca e variazioni stagionali
- Quantità di kcal assunte dagli individui
- Muta stagionale per ogni individuo
- Eventi riproduttivi per ciascun individuo (comportamento di nidificazione, deposizione delle uova, cure parentali rivolte ai pulcini)
La relazione con i parametri ambientali della vasca ha permesso di raggiungere alcuni risultati influenti sulle caratteristiche fisiologiche delle due specie prese in esame. Per quel che riguarda l’andamento delle kcal assunte dagli individui vi è una certa stagionalità che si ripete con frequenza nei tre anni di analisi; la stagionalità è determinata dai parametri che vengono ricreati artificialmente in vasca. I risultati dello studio sulla muta hanno dimostrato che il processo è sincronizzato ed in linea per tutti gli individui costituenti la singola colonia ma anche tra le due colonie stesse in quanto effettuano la muta nello stesso periodo dell’anno tra ottobre e novembre. Infine, l’analisi sul periodo riproduttivo ha messo in luce una sincronia nella schiusa delle uova mentre un’asincronia della deposizione di esse in entrambe le colonie sempre in relazione ai parametri ambientali della vasca. In conclusione, le caratteristiche evidenziate in natura sono caratteristiche che si riscoprono anche in vasca a sottolineare la forte capacità di adattamento di queste due specie oggetto di esame e a sottolineare il loro benessere in linea con i parametri ambientali della vasca; parametri della vasca standardizzati che potrebbero essere modificati in studi futuri per vedere cosa accadrebbe all’equilibrio delle specie. Studi futuri potranno approfondire maggiormente le conoscenze sulla biologia e la fisiologia riproduttiva di queste due specie di pinguino prese in esame ed estenderli, dove possibile, all’ambiente naturale.

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22 5.Il pinguino di Magellano (Spheniscus magellanicus) 5.1 Etimologia Il nome Spheniscus magellanicus deriva, per quanto riguarda “Spheniscus”, dal greco “spen” (“cuneo”) ed è riferita alla forma affusolata del pinguino. Il termine “magellanicus”, invece, si riferisce all’esploratore che lo ha scoperto, Ferdinando Magellano, che nel 1519 scoprì una colonia nelle coste Argentine (Love, 1994). Il pinguino di Magellano è anche noto come il pinguino della Patagonia ed appartiene ad un genere in cui sono presenti altre tre specie: il pinguino Africano (Spheniscus demersus), il pinguino di Humboldt (Spheniscus humboldti) e il pinguino delle Galapagos (Spheniscus mendiculus) (Becker et al., 2006). 5.2 Descrizione della specie Il pinguino di Magellano è uno Spheniscidae di medie dimensioni; la sua altezza media è di 48 ± 0,5 cm (Borboroglu & Boersma, 2013) e il peso medio di 4,9 kg nei maschi e 4,6 kg nelle femmine (Boersma et al.,1990). Quest’ultimo varia moltissimo in funzione della stagione, può essere intorno a 1,8 kg quando il pinguino è in digiuno e 6 kg all’inizio della muta. La lunghezza media delle ali è di 15,6 cm per i maschi e di 14,8 cm per le femmine. Il becco è lungo circa 5,8 cm nei maschi e 5,4 cm nelle femmine. ll dimorfismo sessuale è poco accentuato, con maschi generalmente più grandi delle femmine. L’adulto presenta una prima banda bianca che, partendo da sopra gli occhi, si estende dietro la guancia fino a congiungersi nel collo (Williams, 1995). Il ventre è di colore bianco e può presentare dei piccoli punti neri, la cui posizione differisce da individuo a individuo. Le tre colorazioni bianche sono separate da due strisce nere: una prima sul collo ed una seconda sullo sterno, a forma di ferro di cavallo rovesciato, che si distende lungo i fianchi dell’animale fino alle zampe. Nel pinguino adulto il dorso, la coda, le guance e la testa sono di colore nero e il corpo presenta dei tratti rosa di pelle nuda sopra il becco e intorno agli occhi, particolarmente visibile nella stagione riproduttiva. Gli occhi sono generalmente marroni con un anello rosso intorno alla pupilla negli adulti, rosa e grigia nei giovani e grigia nei pulcini (Borboroglu & Boersma, 2013). Le zampe sono nere con macchie bianche e rosa e gli artigli presentano una linea nera che si prolunga fino al tarso. Alcuni individui possono inoltre portare una macchia bianca sulla coda (Borboroglu & Boersma, 2013). Fig.11. Individuo adulto di Spheniscus magellanicus. Foto di Francesca Scala. I pinguini subadulti non ancora maturi (diventano maturi non appena effettuata la prima muta), hanno un piumaggio di colore grigio su tutto il dorso, la coda e la testa, senza striature (figura 12), mentre le guance e la pancia sono di colore bianco con alcuni puntini neri che si trovano anche negli adulti (Williams, 1995). I pulcini nascono con un piumaggio grigio scuro sul dorso e grigio chiaro (quasi bianco) sull’addome e cambiano la colorazione assieme alla prima muta, che inizia attorno ai 20 giorni di vita (figura 11) e si conclude dopo circa 70 giorni dalla schiusa. (Borboroglu & Boersma, 2013).

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Informazioni tesi

  Autore: Francesca Scala
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2019-20
  Università: Università degli studi di Genova
  Facoltà: Biologia ed Ecologia Marina
  Corso: Biologia
  Relatore: Guido Gnone
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 68

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Parole chiave

biodiversità
ambiente marino
vasca
zoo
acquario di genova
pygoscelis papua
spheniscus magellanicus

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