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Le maquiladoras messicane


Le maquiladoras messicane sono stabilimenti industriali posseduti o controllati da soggetti stranieri in cui avvengono trasformazioni o assemblaggi di componenti temporaneamente importati in Messico in un regime di duty free (esenzione fiscale). Questo programma nasce in Messico nel 1965 come misura straordinaria e temporanea per ridurre la disoccupazione in alcune regioni del nord: in questo quadro il governo messicano e quello statunitense aprirono le trattative per negoziare le regole generali per la nascita delle maquiladoras. Nella loro formulazione originale, le imprese statunitensi avrebbero potuto localizzare impianti di assemblaggio e altre operazioni a elevata intensità di lavoro in alcune aree designate lungo il confine fra i due paesi. L'accordo avrebbe abbassato i costi di produzione delle imprese statunitensi, grazie al basso costo del lavoro in Messico e all'assenza di normative di protezione ambientale, innalzando l'occupazione messicana in un periodo di grave crisi. nel giro di soli cinque anni sorsero circa 120 stabilimenti industriali che impiegarono più di 20.000 lavoratori. A partire da allora, il programma anziché levarsi temporaneo, si espanse ulteriormente grazie a una serie di nuove negoziazioni. Nelle 1972 furono aggiunte al programma alcune aree interne del paese. In soli trent'anni un programma industriale concepito come una misura d'emergenza si è rilevato il nucleo dell'economia delle regioni periferiche messicane e uno dei modelli di industrializzazione del paese maggiormente il successo. Le imprese statunitensi sono stanziate per la maggior parte al confine tra Stati Uniti e Messico.
Tratto da PIANIFICAZIONE DEL TERRITORIO di Alessandro Remigio
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