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Compensazioni di attività e passività fiscali

COMPENSAZIONE DI ATTIVITÀ E PASSIVITÀ FISCALI DIFFERITE Devono essere compensate solo se l’impresa:
- ha un diritto legalmente esercitabile di compensare attività fiscali correnti contro e le passività fiscali correnti, e
- le attività e passività fiscali differite si riferiscono a imposte sul reddito applicate dalla medesima autorità fiscale su:
- lo stesso soggetto passivo di imposta, o
- soggetti passivi di imposta diversi che intendono regolare le passività e le attività fiscali correnti su base netta, oppure realizzare le attività ed estinguere le passività contemporaneamente, in ciascun esercizio successivo nel quale si prevede che siano regolati o recuperati ammontari significativi di passività o di attività fiscali differite
Analogamente, su base consolidata, la compensazione può avvenire solo tra entità legali per le quali ciò è consentito dalla norma fiscale

COMPENSAZIONE DI ATTIVITÀ E PASSIVITÀ FISCALI CORRENTI
Devono essere compensate solo se l’impresa:
- ha un diritto legalmente esercitabile di compensare gli ammontari rilevati, e
- intende regolarli su base netta, oppure realizzare l’attività ed estinguere la passività contestualmente

INFORMAZIONI INTEGRATIVE
- I principali oneri/proventi fiscali devono essere indicati separatamente
- I componenti degli oneri/proventi fiscali possono comprendere:
- Oneri per imposte correnti
- Rettifiche ad imposte correnti operate nell’esercizio relativamente a esercizi precedenti
- Effetti relativi a variazione di differenze temporanee
- Effetti relativi a variazione di aliquote o a nuove imposte
- Beneficio relativo a perdite/crediti d’imposta/differenze temporanee relative ad esercizi precedenti utilizzate nell’esercizio e non rilevati in precedenza
- Svalutazioni o storni di svalutazione di un’attività fiscale differita
- Effetti cambiamento di principi
- Devono inoltre essere indicati separatamente
- Il valore complessivo di imposte correnti e differite riconosciute a patrimonio netto
- Una spiegazione del rapporto tra oneri/proventi fiscali e l’utile contabile (riconciliazione del tax rate) : il tax rate può essere effettivo o teorico. Un esempio di tax rate teorico è l’IRES, perché vanno considerate le variazioni in aumento e in diminuzione. Le variazioni portano al tax rate effettivo, quest’ultimo può essere inferiore o superiore. Le differenze temporanee imponibili non creano un impatto sul tax rate.
- Spiegazione di eventuali modifiche dell’aliquota fiscale applicabile rispetto all’esercizio precedente
- L’ammontare ed eventuale scadenza delle differenze temporanee, delle perdite riportabili e dei crediti di imposta inutilizzati per i quali non è rilevata un’attività fiscale differita
- Differenze temporanee relative a partecipate per le quali non è stata rilevata un’imposta differita
- Per ciascuna differenza temporanee/perdita riportabile/credito d’imposta gli effetti patrimoniali del periodo e del periodo precedente ed economici rilevati nel periodo
- Variazioni alle proprie attività fiscali determinate da un’aggregazione aziendale
- Eventuali benefici fiscali differiti maturati in un’aggregazione aziendale, ma rilevati successivamente e relative motivazioni
di Valentina Minerva
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