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Il cinema italiano degli anni '80

A metà degli anni ’80, il cinema italiano si riduce a non più di una novantina di film prodotti. Molte sale cinematografiche chiudono. L’avvento massiccio delle televisioni private, che propongono una media di quaranta film al giorno, allontana il pubblico dal cinema, poco sostenuto economicamente anche dal governo italiano. Fellini continua a lamentarsi della mancanza di fondi, e si congeda definitivamente nel 1990 con La voce della luna. E tutta la generazione anni ’70? Bertolucci, vista l’aria che tirava, si è dato alle produzioni internazionali; i Taviani continuano le loro produzioni storico – ideologiche seguendo un itinerario che va dalla Sicilia alla Toscana; Scola intraprende un lento declino, lasciandoci, nel 1987, un ultimo bel film, La famiglia; Marco Ferreri si ricicla, ma si congeda nel 1996 con Nitrato d’argento; Bellocchio scolorisce, perdendo per strada il forte anticonformismo che l’aveva caratterizzato negli anni ’70.  Negli anni ’80, Pupi Avati lancia due bei film: Gita scolastica (1983) e Regalo di natale (1986). Altri autori del cinema italiano operano in ordine sparso, con risultati alterni. Luigi Comencini dà buona prova di talento nel 1987 con Un ragazzo di Calabria; Monicelli, estremamente prolifico, ci regala due bei film. Speriamo che sia femmina. Nel bel casale di campagna del conte Leonardo vivono la moglie separata, la figlia minore, il vecchio zio e la nipote, figlia di un'attrice romana. La gestione della proprietà è affidata a un amministratore, teneramente legato all'ex moglie del conte. Un bel giorno Leonardo torna a casa per chiedere un prestito alla sua già dissanguata famiglia, ma muore in un incidente dopo aver assistito anche al ritorno della figlia maggiore. Dopo varie peripezie, nella fattoria rimarranno soltanto le donne; una delle quali è incinta.  Parenti serpenti. Durante le festività natalizie, due anziani coniugi chiedono ai figli di prendersi cura di loro in cambio dell'eredità. Ma nessuno vuole assumersi l'onere di dell'ospitalità e progettano un piano per sbarazzarsi dei genitori...Non dimentichiamo poi Franco Zeffirelli, che si è sempre dedicato alla realizzazione di opere grandiose e ambiziose. Spesso adattamenti, curatissimi sempre nel dettaglio e nelle ricostruzioni. Fu scoperto da Visconti. Ricordiamo di lui, La bisbetica domata, Amleto, Romeo e Giulietta, Fratello Sole, Sorella Luna.

di Gherardo Fabretti

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