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La valutazione dei fondi rischi e oneri e dei debiti: definizioni, classificazioni e rappresentazione

DEBITI : obbligazione (non è più un diritto, è un dovere) a pagare convenute somme (precise) di denaro a una determinata scadenza (precisa) a un dato soggetto, che è il creditore.
FONDI RISCHI E ONERI : non si tratta di fondi rettificativi dell’attivo. Sono puntuali e trovano una specifica rappresentazione nel passivo.
I fondi sono destinati a coprire perdite o debiti. Hanno tre caratteristiche:
- SONO DI NATURA DETERMINATA : non sono ammessi fondi generici, ovvero gli oneri e rischi oggetto di copertura devono essere specificamente determinati. È ammesso ad esempio il “Fondo manutenzione ciclica”. Il codice civile prevede che i fondi generici sono illegali, perché un accantonamento di oneri generici nella sostanza rappresenta la costituzione di una riserva di utili occulta, non specificata. È come se si abbassasse l’utile per distribuirne di meno. Questo è un elemento di comunanza con i debiti.
- DI ESISTENZA CERTA (FONDI ONERI) O PROBABILE (FONDI RISCHI) : questa è la differenza tra un onere e un rischio. Un onere futuro per definizione rappresenta un evento la cui esistenza è certa; al contrario un rischio rappresenta un evento futuro la cui esistenza è probabile e per prudenza oggi deve essere accantonato.
ESEMPI:
- EVENTI CHE SICURAMENTE AVREMO IN FUTURO (DONDO ONERI) : FONDO MANUTENZIONE CICLICA; FONDO BUONI SCONTO E CONCORSI A PREMIO; FONDO GARANZIE PRODOTTI.
- EVENTI NON GIÀ CERTI, MA SOLO PROBABILI (FONDO RISCHI) : FONDO CONTROVERSIE LEGALI IN CORSO; FONDO IMPOSTE (si litiga con l’amministrazione finanziaria)
DEI QUALI ALLA CHIUSURA DELL’ESERCIZIO SONO INDETERMINATI O L’AMMONTARE O LA DATA DI SOPRAVVENIENZA
Se il rischio non è probabile, ma solo possibile, non si accantona a CE e a SP, ma in NI si scrive che il lettore di bilancio deve prendere visione del rischio specifico, per capire di che rischio si tratta.
Se non è possibile definire l’ammontare dell’accantonamento di un rischio probabile, non si accantona niente, ma in NI bisogna dare dettaglio di questo rischio (PC. n.19).
CLASSIFICAZIONE DEI DEBITI
Si applicano classificazioni analoghe ai crediti:
- ORIGINE DEL DEBITO : funzionamento o finanziamento
- NATURA DEL CREDITORE : diversi soggetti creditori, come ad esempio fornitori, amministrazione finanziaria, banche, istituti previdenziali, dipendenti.
- SCADENZA DEL DEBITO : breve, medio/lungo termine.

RAPPRESENTAZIONE DEI DEBITI
STATO PATRIMONIALE, PASSIVO
D) DEBITI, CON SEPARATA INDICAZIONE, PER CIASCUNA VOCE, DEGLI IMPORTI ESIGIBILI OLTRE L’ESERCIZIO SUCCESSIVO:
1)    OBBLIGAZIONI
2)    OBBLIGAZIONI CONVERTIBILI
3)    DEBITI VERSO SOCI PER FINANZIAMENTI
4)    DEBITI VERSO BANCHE
5)    DEBITI VERSO ALTRI FINANZIATORI
6)    ACCONTI
7)    DEBITI VERSO FORNITORI
8)    DEBITI RAPPRESENTATI DA TITOLI DI CREDITO
9)    DEBITI VERSO IMPRESE CONTROLLATE
10)    DEBITI VERSO IMPRESE COLLEGATE
11)    DEBITI VERSO IMPRESE CONTROLLANTI
12)    DEBITI TRIBUTARI
13)    DEBITI VERSO ISTITUTI DI PREVIDENZA E SICUREZZA SOCIALE
14)    ALTRI DEBITI
Sono rappresentati tutti i debiti infragruppo, indipendentemente che derivino da operazioni di funzionamento o di finanziamento, a differenza dei crediti.
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