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Dati della domanda turistica in Sardegna


Con più di 1 milione e mezzo di turisti ufficialmente arrivati nel 1998 e con più di 8 milioni di soggiorni, la Sardegna copre il 3% della domanda turistica italiana, quota vicina a quella della Puglia, della Calabria e della Sicilia, mentre le regioni turisticamente più attraenti sono il Veneto (14%), Trentino (12%), Emilia e Toscana (11%). La provincia di Sassari, coprendo la metà circa del flusso turistico, è la principale destinazione dell’isola, sbilanciamento dovuto al rafforzamento dell’area di Stintino, Castelsardo, Santa Teresa, La Maddalena, Palau, Olbia, Arzachena, Costa Smeralda e Alghero, mentre nel resto delle province la situazione è che a Cagliari si ha il 28%, a Nuoro il 17% e a Oristano il 3%.
Il servizio alberghiero risulta essere il preferito sia dalla clientela italiana che da quella estera, con un deciso rafforzamento della preferenza rivolta verso la ricettività alberghiera e un indebolimento della capacità di attrazione del comparto complementare (-3% contro il +5%). Questa tendenza trova conferma in tutte le aree dell’isola ad eccezione della provincia di Oristano il cui movimento turistico si distribuisce quasi equamente fra le diverse strutture ricettive: a una stabilità del +5% delle presenze alberghiere si contrappone un incremento del 17% delle extralberghiere. Il turismo nazionale si caratterizza per la maggiore incidenza della componente italiana, nel contesto isolano questo disequilibrio si accentua pesantemente (78%), ad esclusione del sassarese. Il mercato della domanda sia italiana che straniera risulta orientato verso servizi di qualità medio alta, rafforzandosi il posizionamento degli esercizi con più di 3 stelle e si contrae la produzione delle aziende a basso standard qualitativo.
Fra le diverse nazionalità estere i turisti tedeschi sono il gruppo più consistente (30%), seguiti da svizzeri e francesi (13%), inglesi (8%), austriaci (6%). Più della metà dei soggiorni stranieri negli esercizi extralberghieri è rappresentato dai turisti tedeschi, con un ulteriore 25% che si riparte tra svizzeri, francesi e austriaci. Negli esercizi alberghieri le presenze si distribuiscono in maniera più uniforme, con una generale preferenza verso questi, tranne i tedeschi che si distribuiscono in maniera uniforme. I soggiorni turistici ufficiali in Sardegna rappresenterebbero appena il 20% di quelli totali, con un 80% imputabile alle seconde case.
Dal raffronto provinciale emerge una forte disomogeneità. I soggiorni non ufficiali a Oristano rappresentano la quasi totalità della domanda (95%), nella provincia di Sassari le presenze si distribuiscono equamente tra i due tipi di ricettività, mentre caratteristiche simili per Cagliari e Nuoro, dove la domanda classificata copre appena il 15% della totale. Anche in Sardegna, comunque, tra la fine degli anni ’60 e gli anni ’70 si assiste alla nascita di nuovi modelli di consumo turistico, con i campeggi prima e i villaggi turistici poi che soddisfano il bisogno di natura e di risparmio.
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