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I crediti e i debiti a medio-lungo termine

Per questi occorre procedere a fine esercizio alla conversione del credito o del debito sulla base del tasso di cambio in vigore a tale data.
L’art. 2426 n.8-bis prevede uno specifico  criterio di valutazione per le attività e le passività considerate immobilizzazioni.
L’applicazione di questa disposizione può configurare tre differenti situazioni:
- La conferma a fine esercizio del tasso di cambio con cui sono stati iscritti al suo sorgere il credito o il debito in valuta. In questo caso non si pone alcun problema valutativo.
- Il tasso di cambio è migliorato a fine esercizio rispetto alla data in cui è sorta l’operazione. Trattandosi di un debito o di un credito che scadono in tempo successivo al prossimo esercizio non si deve rilevare, in conformità al principio di prudenza, l’utile (provvisorio) su cambi, mantenendo perciò il cambio storico.
- Il tasso di cambio è peggiorato a fine esercizio rispetto ala data in cui è sorta l’operazione. Anche in questo caso l’operazione per le sue caratteristiche di durata medio-lunga, porta a non considerare l’effetto delle fluttuazioni negative nei cambi, fatta eccezione della situazione in cui vi sono fondate ragioni di permanenza o addirittura di peggioramento ulteriore, nei tassi nel o nei successivi esercizi con caratteristiche di durevolezza. In questa circostanza alla fine dell’esercizio in cui è accertata questa situazione deve essere attribuita per prudenza e secondo competenza economia la perdita (presunta) su cambi che si è manifestata sino a quel momento rispetto al valore di iscrizione originario dell’operazione in valuta estera per effetto della conversione dell’operazione medesima al cambio puntuale in vigore alla data di chiusura dell’esercizio. La revisione della stima deve essere ripetuta, di esercizio in esercizio, nel caso di progressivo peggioramento nel cambio valutario fino all’ultimo esercizio antecedente la chiusura dell’operazione. Con la riscossione del credito o del debito sarà accertata la definitiva misura dell’utile o della perdita su cambi, con il correlato possibile emergere di una sopravvenienza attiva o passiva.
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