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La crisi economica

L’inizio della crisi

Nasce tutto circa 10 anni fa con i famosi mutui subprime. Un mutuo subprime è un mutuo concesso dalla banca a persone con un reddito basso e/o instabile che non dimostrano di avere requisiti minimi per poter far pronte all’impegno preso. Per la banca, tali mutui, sono una operazione rischiosa in quanto non è certo che le persone riusciranno a pagare il debito contratto.
A partire dal 2000, molte banche americane hanno concesso tantissimi mutui subprime determinando un vero e proprio boom di questi detti mutui.
I motivi per cui le banche hanno concesso mutui a persone non in grado di ripagarli risiedono principalmente nell’andamento del mercato mobiliare (boom a cui si è risposto con la concessione dei mutui subprime) e nel meccanismo di cartolarizzazione (trasformazione di un credito in uno strumento finanziario).

Bolla immobiliare

A partire dal 2000, il prezzo delle abitazioni è cresciuto in maniera esponenziale determinando la cosiddetta “ bolla immobiliare”. Il continuo aumento dei prezzi delle case favoriva anche le banche che concedevano i mutui, in quanto tale attività era conveniente e poco rischiosa.
Infatti, prevedendo un continuo aumento dei prezzi delle case, gli istituti che concedevano i mutui subprime non si chiedevano se il mutuario era poi effettivamente in grado di ripagare le rate, poiché qualora la persona non pagava il debito, la banca poteva riprendersi la casa e rivenderla sul mercato ad un prezzo più alto rispetto all’ammontare del mutuo concesso. Il meccanismo si reggeva dunque sull’assunto che il mercato immobiliare sarebbe continuato a crescere e che quindi le banche non avevano motivo di considerare i rischi connessi alla concessione di mutui senza una reale garanzia.
Tale bolla era anche stata favorita da dei tassi di interessi molto bassi che avevano lo scopo di incentivare le persone a prendere soldi in prestito per acquistare casa.

Cartolarizzazione

La cartolarizzazione è un meccanismo finanziario attraverso cui le banche riuscivano a rivendere i mutui subprime trasferendo cosi il rischio nel mercato finanziario. Il sistema bancario, dopo alcuni anni, si era accorto che questi mutui erano portatori di elevati rischi, cosi cercò di trasferire tale rischio in altro sistema che era quello finanziario. Rivendendo il mutuo subprime, la banca incassava cosi un profitto e con questi soldi era poi in grado di offrire altri mutui in un meccanismo divenuto ciclico.
Successivamente, la società finanziaria che aveva acquistato il mutuo subprime, emetteva delle obbligazioni legate a questi mutui a tassi di interesse allettanti. Il guadagno della società finanziaria era dato dalla differenza tra il tasso d’interesse corrisposto dal mutuario alla banca e il tasso di interesse che la società finanziaria corrispondeva agli investitori.
Tutto questo processo è stato favorito dalle agenzie di rating che hanno sottovalutato la rischiosità di questi investimenti promossi dalle società finanziarie facendo si che il sistema finanziario mondiale fosse invaso da questi titoli attraverso la cartolarizzazione.

Da crisi locale a crisi sistemica

Fino al 2004 il meccanismo sembrava reggersi alla perfezione determinando vantaggi per tutti e 4 gli attori di questa catena (mutuatari, banca, società veicolo e investitori). Tuttavia, a partire dal 2004, i tassi di interesse americani iniziano a crescere in relazione al processo di svalutazione del dollaro rispetto ad altre monete chiave. Ciò determina un aumento delle rate dei mutui e dunque una maggiore difficoltà per ripagarli.
Oltre a quanto detto, nel 2007, i prezzi delle case arrivano al punto addirittura di cadere causando cosi il blocco di tutti quei flussi finanziari alla base del processo di cartolarizzazione. Quindi, i titoli fondati sulle rate dei mutui subprime cominciano a generare perdite determinando una drastica riduzione del loro valore sui mercati mondiali. Per cui le banche e le istituzioni di tutto il mondo che avevano acquistato questi titoli iniziano a registrare grosse perdite determinando l’estensione della crisi dagli USA all’intero sistema finanziario mondiale.

L’aggravarsi della crisi

Con le perdite dei titoli legati ai mutui, il mondo della finanza si rende conto che in realtà quei titoli prima considerati come sicuri sono invece altamente rischiosi. Da crisi economico-finanziaria si passa anche ad una crisi di natura fiduciara in quanto le banche smettono di prestarsi soldi a vicenda. Da crisi di fiducia ne discende cosi una crisi di liquidità poiché se la banca deve pagare dei creditori ma non ha questi soldi disponibili, in condizioni normali avrebbe modo di reperirli o sul mercato interbancario o sul mercato finanziario, ma, in questa situazione, non troverebbe nessuno che gli presterebbe i soldi perché è venuto meno il meccanismo della fiducia. Cosi, in crisi di liquidità, la banca per far fronte agli impegni assunti con i creditori si vede costretta a vendere delle attività, ma soprattutto a ridurre il credito alle famiglie e alle imprese.

Azioni delle banche centrali e dei governi

I governi si sono concentrati nell’evitare che le banche fallissero proprio allo scopo di salvaguardare l’esistenza del sistema finanziario stesso. I primi interventi a sostegno dei mercati finanziari sono stati a carico delle banche centrali con politiche di riduzione dei tassi d’interesse e facilitando l’accesso al credito. Successivamente, con l’aggravarsi della situazione, sono intervenuti anche i governi stanziando fondi per salvare il sistema finanziario. Il Italia, il governo ha stanziato 40 miliardi di euro, nulla rispetto a USA e GB, proprio perché le banche italiane avevano cartolarizzato pochi mutui subprime e avevano comprato pochi titoli legati a tali mutui.
Una parte dei soldi stanziati serve a garantire i depositi dei cittadini e i prestiti tra banche, mentre un’altra parte serve alla ricapitalizzazione degli istituti bancari con conseguente controllo statale sulla gestione delle banche.

Conclusioni
Da crisi finanziaria si è passati ad una crisi reale che ha determinato tassi di disoccupazione impressionanti, crollo delle produzioni industriali e cosi via. Per uscire dalla crisi, fondamentale diviene il ruolo assunto dallo stato in tema di politica economica attraverso una riduzione delle tasse ed un aumento della spesa pubblica.
Tratto da MARKETING INTERNAZIONALE di Valerio Morelli
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