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Le intelligenze: generale, pratica, sociale ed emotiva


L’intelligenza è l’applicazione di abilità cognitive e conoscenze volte ad apprendere, risolvere problemi e raggiungere scopi e si traduce in operazioni molteplici, rispecchia varie componenti ed è funzionale all’adattamento.
Gli sviluppi dello studio sull’intelligenza mettono in luce tre aspetti della prestazione cognitiva efficiente: la competenza che deriva dall’esperienza (expertise), il contesto (context) e la pratica (pragmatics).
Le persone non ereditano semplicemente una quantità fissa di abilità mentale, esse acquisiscono gradualmente una conoscenza che conferisce loro la competenza necessaria per risolvere i problemi. L’intelligenza si sviluppa e si esprime in contesti di vita reale e le azioni che sono intelligenti in un certo ambito socioculturale possono non esserlo in un altro.
La nozione di pratica mette in luce il carattere finalistico del comportamento che definiamo intelligente. Non si può stabilire se un individuo stia agendo in maniera intelligente se non si conoscono gli scopi verso i quali egli sta dirigendo il suo comportamento.
Spearman ritiene che le varie espressioni dell’intelligenza risultino dal concorso di un fattore G (abilità mentale generale ereditaria) e di una varietà di fattori specifici ai diversi compiti (fattori S).
Cattell distingue due differenti espressioni dell’intelligenza generale: intelligenza fluida, che corrisponde all’abilità di individuare relazioni complesse e di implementare nuovi modi di pensare nella soluzione dei problemi, e intelligenza cristallizzata, corrispondente all’uso di abilità, conoscenze e modi di pensare acquisiti.
La ricerca sull’intelligenza generale si basa non solo su evidenze di tipo psicometrico, ma anche di tipo biologico. Per sostenere la spiegazione delle differenze individuali in termini di QI globale, come viene valutato da testi quali la Scala dell’intelligenza per adulti di Wechsler, vengono forniti dati derivanti dalla ricerca psicofisiologica e genetico-comportamentale.
Le ricerche psicofisiologiche riscontrano chiare associazioni tra l’attività elettrica del cervello e i punteggi ottenuti nei test di intelligenza. Tuttavia, il fatto che un particolare fattore biologico covari con la misura del QI non implica automaticamente che questo fattore sia intelligenza. Non è ancora chiaro in che modo la velocità mentale sia correlata con l’intelligenza pratica, con la saggezza o con altre qualità intellettive importanti per il funzionamento della personalità.
La teoria delle intelligenze multiple di Gardner individua sette componenti della capacità mentale: linguistica, logico-matematica, musicale, corporeo-cinestetica, interpersonale (capacità di comprendere gli altri) e intrapersonale (capacità di comprendere la propria vita affettiva).
Le diverse intelligenze non sono completamente separate l’una dall’altra: le persone possono impiegare diversi aspetti dell’intelligenza per affrontare problemi comuni.
La teoria triarchica di Sternberg ipotizza l’esistenza di tre componenti interdipendenti del comportamento intelligente: analitica, pratico-contestuale e creativo-sintetica.
I processi analitici sono coinvolti nel ragionamento astratto e nella valutazione delle idee (intelligenza importante per il successo scolastico).
L’applicazione pratica della conoscenza e dell’esperienza è importante per risolvere i problemi quotidiani.
Tratto da PERSONALITÀ. DETERMINANTI, DINAMICHE E POTENZIALITÀ di Paola Alessandra Consoli
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