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Attrazione nella terapia di gruppo

Le determinazioni profonde che possono ritrovarsi e predominare nel gruppo, specie al suo inizio, o che vi rappresentano una tendenza continua, oscillatoria e periodica a tornare all’omeostasi indifferenziata e al narcisismo distruttivo, sono quelle legate ai suoi caratteri informi, primitivi, anonimi e collettivi, connesse con l’istinto di morte.
Nel tempo, questi materiali profondi si plasmeranno con una forma propria che va rispettata e individuata ogni volta che si ripresenta come risposta del gruppo al fatto di essere entrato in contatto e di accrescerlo via via.
L’isomorfismo è il bisogno del gruppo di essere una totalità omogenea e omogeneizzante, che affronta il problema dell’esperienza delle differenze tra individuo e gruppo e fra l’insieme e le sue parti, annullandole e instaurando sistemi di funzionamento identici, per essere sottratti alla possibilità di una ricerca differenziante.
La scelta di condividere in gruppo esperienze troppo distanti o, al contrario eccessivamente vicine, come può essere quella del lutto, è una scelta tesa a definire, a livello di campo esperienziale e di identità, la natura e la fisionomia dell’esperienza, come se questo fosse essenziale per il gruppo e servisse a tollerare l’estraneità da una parte e la brevità dall’altra: sia la sua idealizzazione, sia la sua persecutorietà.
di Paola Alessandra Consoli
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