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Tre immagini positive dell'infanzia da ricreare oggi

  Di fronte al tragico naufragio del pensiero e creatività del bambino, appello pedagogico che chiama famiglia e scuola a progettare una nuova immagine di bambino = ricomparsa dell’infanzia come bambino della ragione.
1.    Il bambino ecologico. Ovvero l’infanzia a + dimensioni: che vive dentro un’antropologia territoriale (linguaggi, costumi, valori) che ne ritaglia il volto storico/culturale, un’infanzia che entra finalmente nella storia, coi suoi diritti inalienabili di cittadinanza. Bambino come soggettisociale, dotato di 3 zaini socioculturali: per la conoscenza dei territori quotidiani di esperienza domestica/scolastica; ricerca e valorizzazione delle esperienze esistenziali che la società tende a marginalizzare sotto la spinta delle logiche omologanti del mercato; per relazioni sociali
2.    il bambino omerico. Ovvero quando l’infanzia incontra le colonne d’Ercole: piccolo Ulisse che sfida e trascende le colonne d’Ercole con un’inesauribile voglia di sconoscere il suo universo esistenziale. Bambino serio, concentrato, impegnato ad ingrandire da solo i propri orizzonti di conoscenza tramite un’incessante attività esplorativa e sceglie autonomamente i propri percorsi formativi.
3.    il bambino ritrovato. Ovvero l’infanzia diventa città: l’ente locale scommette sulle agenzie intenzionalmente formative, il mercato dell’info può essere regolamentato da un ente locale capace di governare e gestire la complessa rete di risorse e opportunità culturali di cui dispone un territorio, esso deve promuovere un sistema formativo integrato che sappia chiamare a raccolta tutti i soggetti istituzionali impegnati a dare risposte pedagogiche per discutere e decidere interventi coordinati e congiunti = alleanza pedagogica capace di rifornire l’infanzia di occasioni e risorse educative in grado di elevare la qualità della vita in città
di Antonella Bastone
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