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Le situazioni e l'influenza sulla personalità


Nell’interazionismo simbolico di Mead le persone costruiscono attivamente la definizione delle situazioni in cui si trovano. Le situazioni non esercitano un’influenza diretta, di tipo fisico, sulla persona, ma i loro effetti sono mediati dall’attiva elaborazione simbolica degli individui che fanno parte del contesto sociale.
Sono tre i principi dell'interazionismo simbolico:
gli esseri umani agiscono nei confronti delle cose (oggetti fisici, esseri umani, istituzioni, idee) in base al significato che attribuiscono alle cose,
il significato attribuito a tali oggetti nasce dall'interazione tra gli individui che ne condividono così il significato,
tali significati sono costruiti e ricostruiti attraverso un processo interpretativo messo in atto da una persona nell'affrontare le cose in cui si imbatte.
La psicologia ecologica di Barker sottolinea l’importanza di studiare il comportamento individuale nel suo specifico contesto ambientale: i setting comportamentali sono sistemi sociali che caratterizzano la vita delle comunità e racchiudono sia le caratteristiche fisiche della situazione (sala di lettura: libri, tavoli), sia le tipiche configurazioni di azioni compiute dalle persone (leggere, parlare a bassa voce): le une e le altre modellano il comportamento delle persone e dei gruppi che operano in quel determinato setting.
Nella teoria funzionale delle situazioni di Argyle, le situazioni esistono nella particolare forma in cui si presentano in virtù delle funzioni che esse svolgono per una determinata società. Alcuni contesti situazionali svolgono funzioni che sono esplicitamente conosciute da tutti (i magazzini), mentre altri servono a scopi più impliciti o latenti (cerimonia religiosa).
Argyle analizza gli obiettivi, le regole e i ruoli caratteristici delle diverse situazioni. Situazioni differenti facilitano il raggiungimento di obiettivi differenti ed è il raggiungimento di questi obiettivi che spinge le persone verso una data situazione. Le regole determinano i tipi di comportamento che sono permessi o proibiti in un determinato contesto (il comportamento umano è più regolato dalle norme sociali che dagli istinti o dalle pulsioni individuali).
Fiske ritiene che la vita sociale delle persone si organizzi intorno a relazioni che appartengono a quattro ambiti di vita sociale, ognuno dei quali è caratterizzato da peculiari strutture di credenze e i comportamenti e le cognizioni degli individui al suo interno sono retti da principi specifici.
La prima forma è caratterizzata da relazioni condivise all’interno della comunità e si realizza quando tutti i membri del gruppo sono trattati da uguali. Viene enfatizzata la comunanza di interessi tra i membri del gruppo e le risorse vengono equamente condivise.
Nella seconda forma le persone appartengono a ranghi di autorità più o meno elevati e l’appartenenza a un rango regola le relazioni con gli altri individui.
La terza forma è caratterizzata da relazioni basate su un principio di eguaglianza, cioè su uno scambio equilibrato di risorse tra i membri del gruppo. Gli individui devono restituire i beni e i favori che hanno ricevuto, ma anche vendicarsi dei torti subiti, secondo la legge del taglione.
Nella quarta forma, le relazioni sociali sono regolate dal prezzo del mercato, gli obblighi reciproci sono stabiliti sulla base di un metro comune (la moneta). A differenza degli altri tipi di relazione, le persone valutano le relazioni in cui sono coinvolte in base a criteri di prezzo e di valore e conseguentemente individuano i rischi e i benefici che ne possono derivare.
Tratto da PERSONALITÀ. DETERMINANTI, DINAMICHE E POTENZIALITÀ di Paola Alessandra Consoli
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