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Le specifiche fattispecie di reato in materia di imposte dirette e IVA

In materia di imposte dirette e IVA la recente riforma (d.lgs. 74/2000) aveva originariamente ridotto le numerose fattispecie penali della previgente legge (l. 516/82) a sole sette ipotesi, caratterizzate, per lo più, dal necessario superamento di determinate soglie quantitative di imposta evasa.
Più recentemente, ne sono state introdotte altre tre, incentrate sullo scavalcamento di predeterminati importi di imposta evasa.
Per contro, nel settore dei reati doganali ed in quello, per certi versi affine, dei reati in materia di oli minerali, pur non mancando fattispecie di vera e propria evasione, vengono elevate a reato condotte meramente sintomatiche dell’intento evasivo o della avvenuta evasione; oppure violazioni di prescrizioni imposte per agevolare il controllo delle eventuali trasgressioni.
Ciò comporta, però, la necessità di far ricorso ad un gran numero di fattispecie incriminatrici, proprio per non lasciare scoperta da sanzione penale nessuna delle possibili condotte che possono condurre all’evasione.
In questa sede ci si limiterà ad una trattazione per linee fondamentali, con particolare riguardo ai reati più frequentemente ricorrenti nella quotidiana prassi applicativa.
di Stefano Civitelli
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